L’AQUILA – Portare nelle case degli aquilani l’acqua potabile del lago di Campotosto.
È questo l’obiettivo del maxi progetto idrico da 91 milioni di euro, proposto dal commissario delegato per l’Aterno Pescara, Adriano Goio, in discussione in questi giorni al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo che prevede, appunto, di dare acqua potabilizzata dal più grande lago artificiale d’Abruzzo agli aquilani, sottraendola dal bacino del Vomano.
Non si sono fatte attendere le critiche del Wwf a questo progetto, che ritiene “inaccettabile puntare prima sul ‘gigantismo ingegneristico’ per portare più acqua che si perderà in una rete colabrodo, piuttosto che puntare subito sulla diminuzione delle perdite della rete di distribuzione”.
Le contestazioni dell’associazione ambientalista nascono proprio dal grave stato in cui versa la rete idrica aquilana, che perderebbe quasi il 49 per cento dell’acqua immessa: “si deve invertire l’ordine degli interventi – si legge in una nota – puntando prima sulla ricostruzione delle reti e sugli interventi per il risparmio idrico.”
L’intervento prevede una captazione dal lago di Campotosto di 550 litri/secondo che verranno deviati verso il bacino dell’Aterno, di cui 290l/s per scopi idropotabili, 171 l/s per uso irriguo e solo 84 l/s per deflusso ambientale.
Ciò implica la diversione dell’acqua dal bacino del Fiume Vomano nel teramano, con diminuzione della portata di questo fiume a valle di Villa Vomano del 4 per cento secondo gli stessi proponenti.
“Ciò comporterà – spiega in una nota il Wwf – la perdita netta della produzione energetica rinnovabile del complesso Enel di Campotosto per ben 18,9 milioni di kwh, nonostante la costruzione di una nuova centralina sul punto di captazione, del costo di 7 milioni di euro”.
Il Wwf ha calcolato che tale minore produzione da idroelettrico, che dovrà essere sostituita in base all’attuale mix di fonti per la produzione elettrica italiana, equivale a immissioni in atmosfera per 7333 tonnellate all’anno di anidride carbonica.
Gran parte dell’acqua captata da Campotosto verrà inviata ad un grande potabilizzatore del costo di 21 milioni di euro e della capacità di 600 l/s, e che per ora potabilizzerà 300 l/s.
“La nostra associazione – dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo – critica alla radice questo intervento perché all’Aquila, come nel resto d’Abruzzo, l’acqua di buona qualità già disponibile è di gran lunga sufficiente per soddisfare i bisogni, solo che la metà si perde in rete e altra la sprechiamo in usi scorretti”.
“Invece di attivare la modernizzazione delle reti di trasporto e distribuzione colabrodo – prosegue – e di attivare comportamenti responsabili, si butta, è il caso di dirlo, più acqua in un sistema scandalosamente inefficiente. Si vuole usare il bazooka per cacciare una mosca”.
A tal proposito, l’associazione porta come esempio la città di Saragozza che in pochi anni, nonostante l’aumento della popolazione, con interventi capillari di educazione e corretta gestione dell’acqua, ha ridotto il consumo a 96 litri/abitante/giorno, mentr all’Aquila il progetto prevede di assicurarne 298.
“La città di Saragozza – si chiede De Santis – è uno degli esempi di buone pratiche legate all’acqua citati dall’Onu. Perché non seguirlo?”.
“Si tratta conclude – del più grande e costoso intervento nel settore idrico per l’intero Abruzzo e, in un momento così difficile sia per le finanze pubbliche sia per il territorio aquilano, è necessario garantire un’ampia e trasparente comunicazione e la massima partecipazione delle comunità su scelte onerose sotto tutti i punti di vista”.





