L’AQUILA – 221 milioni di euro per mettere in sicurezza 213 scuole di 102 Comuni abruzzesi.

Queste le cifre del piano presentato oggi all’interno della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza all’Aquila dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, secondo il quale “quando gli interventi saranno finiti, spero tra un anno, l’Abruzzo e i nostri figli avranno le scuole più sicure d’Italia”.

I fondi sono stati stanziati dal Cipe (196 milioni) e come quota di cofinanziamento gli enti proprietari con maggiori capacità finanziaria ne aggiungeranno altri 25, quota che non sarà richiesta al Comune dell’Aquila.

I soldi sono già disponibili e gli iter per l’assegnazione dei fondi e l’inizio dei lavori dovranno essere portati avanti dai sindaci e dai presidenti delle Province.

I Comuni dell’Aquilano avranno 97 milioni, quelli del Teramano 42, quelli del Chietino 21 e quelli del Pescarese 19.

L’elenco degli interventi sarà allegato al decreto del commissario numero 61, che lo approva, che dal 1° giugno sarà disponibile sul sito www.commissarioperlaricostruzione.it.

Da notare che ogni quattro mesi i soggetti attuatori, Comuni e Province, dovranno fare il punto della situazione con la struttura commissariale.

I Comuni dell’Aquilano sono già autorizzati ad avviare i procedimenti, quelli del resto del territorio regionale potranno farlo entro l’anno. Il commissariato per la ricostruzione collaborerà con sei Enti, il consorzio Reluis, il dipartimento di Geotecnologie dell’Università D’Annunzio, l’Unicef, la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), la Sip (Società italiana di pediatria) e il Wwf.

Grazie a questi rapporti saranno stabilite linee guida per gli standard di qualità che garantiranno la sicurezza sismica e l’ecosostenibilità delle scuole ristrutturate.

“Una cosa epocale, mai vista in Italia – ha commentato il commissario Chiodi – Si tratta di un’operazione che nessuna amministrazione regionale sarà in grado di offrire alla propria comunità. Le scuole sono la prima cosa di cui ci siamo voluti occupare dopo il terremoto devastante, quest’operazione farà il giro d’Italia e del mondo”. (alb.or.)

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