TERAMO – I partiti del centrosinistra teramano chiedono al prefetto di Teramo, Eugenio Soldà, di ritirare l’ordinanza che istituisce una “zona rossa” nel centro storico in cui sono vietate le manifestazioni di dissenso e di protesta.

La protesta contro la disciplina delle manifestazioni, decisa in periodo natalizio e motivata dai recenti episodi di tensione politica tra opposte fazioni, riunisce sotto un unico cartello i rappresentanti di Pd, Idv, Sel e Prc, ma anche Legambiente, Teramo Nostra, Confesercenti, Società civile e Fiom Cgil.

Per il consigliere Manola Di Pasquale “è un’ordinanza illegittima perché non limità il diritto a manifestare, lo esclude”.

Per il centrosinistra teramano le restrizioni non si giustificano con il recepimento, motivato da Soldà, del decreto del ministero dell’Interno sulla sicurezza e che farebbe riferimento ai grandi centri urbani (“non è il caso di Teramo”) e che prevede la concertazione di questo provvedimento con associazioni, partiti e sindacati.

“Vogliamo la possibilità di inneggiare alla Costituzione lungo Corso San Giorgio – dice Sandro Melarangelo – la stessa Costituzione calpestata dal sindaco e dal prefetto”.

Adesso i gruppi di centrosinistra, dopo il volantinaggio allestito lungo le vie del centro storico con il testo dell’ordinanza prefettizia, chiedono di concertare i contenuti con le parti sociali e si dichiarano pronti ad andare avanti nella battaglia.

“La violenza va condannata e non ha colore politico. Ma il diritto a manifestare va tutelato. Siamo pronti a rivolgerci direttamente al ministro Maroni – annuncia il segretario provinciale del Pd, Robert Verrocchio – chiederemo a lui di pronunciarsi sulla compatibilità dell’ordinanza con le direttive del ministero”.