L’AQUILA – Una riunione fiume a Bruxelles, di cinque ore, che ha fatto perdere perfino l’aereo alla delegazione della Regione Abruzzo, per parlare di Zona franca urbana per L’Aquila.

Gli esiti sono parzialmente positivi: sospeso l’ultimatum di 20 giorni con cui la Commissione europea chiedeva di fugare i dubbi sulla necessità di questa misura, fissato un vertice-ter nelle prossime settimane per un ulteriore punto della situazione.

“Decisione politica entro un mese”, ha previsto il governatore Gianni Chiodi, che ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta.

LA RIUNIONE

Da quanto si apprende, i “burocrati” della Ue hanno cominciato a capire come stanno le cose nel “cratere” e perché, nonostante il governo italiano abbia bocciato le Zfu in tutto il resto della nazione, per l’Abruzzo invece ce n’è ancora bisogno, e tanto.

Al vertice c’era il direttore generale del settore Aiuti di Stato, Humbert Drabbe, ma non il grande oppositore della zona franca aquilana, la capo unità dello stesso settore, Blanca Rodriguez Galindo. Ha partecipato invece il capo unità del settore Aiuti regionali, Klaus-Otto Junginger-Dittel, che ha cominciato a occuparsi in prima persona della vicenda-L’Aquila.

Sembra soddisfatto il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, incaricato dal governatore, Gianni Chiodi, di seguire la vicenda, raggiunto telefonicamente da AbruzzoWeb mentre è bloccato in aeroporto e, assieme al dirigente regionale delle Attività internazionali, Giovanna Andreola, sta cercando un nuovo volo per rientrare.

“Ci sono volute cinque ore di questa bella ‘cosina’ – commenta ironicamente – e abbiamo perso pure l’aereo. Abbiamo esaminato i vari dati, le condizioni, le modalità d’applicazione della zona franca, insomma, abbiamo iniziato a entrare nel dettaglio. Ora saranno inviati ulteriori documenti, la delegazione ha concordato un ulteriore passaggio a breve”.

“Continuiamo a fare a mazzate – insiste De Matteis – bisogna convincerli che, purtroppo, siamo una deroga nella nostra specificità. Tutto quello di cui non hanno percezione, bisogna dirglielo: l’esistenza del progetto C.a.s.e., la città che si è ‘allungata’ di 20 chilometri, la restituzione delle tasse e dei mutui, il far capire come applicare rapidamente la misura…”.

Tra gli ulteriori documenti che saranno inviati a Bruxelles, “come sono fatti i nuclei industriali, quali possono essere le tipologie d’intervento”: insomma, come in concreto sarà applicata questa zona franca alla quale, forse, in Europa cominciano a pensare davvero.

CHIODI INCONTRA LETTA

“Dal punto di vista tecnico il lavoro è concluso. Ora, pensiamo che, entro un mese, arriverà la decisione politica della Ue”.

Lo afferma sulla zona franca per L’Aquila il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che ha incontrato nel pomeriggio a palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

“Ci sono resistenze – afferma Chiodi – c’è chi pensa che L’Aquila abbia un reddito pro capite troppo alto, ma nessuno può dimenticare il disastro che abbiamo subito”.

“La decisione spetterà al Commissario Ue per la concorrenza Joaquin Almunia“, conclude.