L’AQUILA – Zona franca day, atto secondo.

A fare il punto sullo stato dell’arte di questa misura economica delicatissima per L’Aquila sono stati oggi il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che da mesi ha preso di punta la questione.

De Matteis ha reso noto che lunedì incontrerà l’assessore comunale alle Attività produttive Marco Fanfani, una prima prova di dialogo dopo giorni di guerra senza quartiere.

Raggiunto in Comune, Fanfani davanti al sindaco Cialente è sembrato un po’ cadere dalle nuvole, prima di ammettere che del vertice “se n’era parlato”.

Veramente Chiodi e De Matteis di zona franca dovevano parlare già ieri, in un incontro con la stampa organizzato per riepilogare sugli aiuti economici in generale, dalle tasse in giù.

Ma in corsa è stato deciso lo slittamento a oggi, perché quasi in contemporanea era stata fissata la conferenza del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e di tutto il Consiglio, comunale, di ritorno da Bruxelles.

Uno slittamento strategico, sia per evitare la fuga di giornalisti a metà evento, sia per ascoltare il punto di vista dell’ente comunale.

Inoltre, da quanto si è appreso, la conferenza di oggi assieme a Chiodi e De Matteis doveva vedere anche l’assessore regionale aquilano, Gianfranco Giuliante, ma le trattative sono saltate e nel pomeriggio quest’ultimo ha incontrato i cronisti per conto suo.

Dalle cronache di ieri Chiodi e De Matteis hanno potuto sentire quanto affermato da Cialente, che vuole che i 90 milioni varati dall’Europa servano solo ad attrarre nuove imprese, la zona franca in senso stretto, mentre per i contributi all’esistente, l’ormai chiacchierassimo “de minimis”, chiede altri 300 milioni da stornare dal miliardo fermo previsto dal “decreto Abruzzo” del 2009. Ipotesi fantasiosa secondo la Regione.

Cialente, inoltre, sia dal Belgio che tornato in città, ha definito “presa in giro” (intervistato da AbruzzoWeb ha usato un’espressione più colorita) il fatto che la notifica della norma relativa alla zfu sia arrivata da Chiodi a Bruxelles a gennaio 2011.

La replica dei due amministratori regionali oggi ha calcato molto su questo aspetto.

DE MATTEIS: ”CIALENTE E’ SINDACO DI TIRANA?”

“Il sindaco – ha detto De Matteis – dice di aver appreso solo ora della notifica datata 12 gennaio? Imbarazzante che L’Aquila sia rappresentata in modo così inadeguato. Il presidente Chiodi, infatti, lo ha comunicato il giorno stesso con un atto ufficiale. A meno che non sia sindaco di Tirana, perciò, Cialente doveva esserne a conoscenza. Evidentemente deve stupirsi di se stesso, perché questo era noto a tutti”.

De Matteis ha rifiutato le accuse di un iter troppo tardivo, spiegando che una notifica due anni dopo il sisma “è nella sequenza logica delle cose: siamo passati dall’approvazione in Europa, all’approvazione al Cipe, all’istruttoria e all’approvazione della Corte dei conti, poi il documento è stato trasferito dopo l’istruttoria di Mise e Mef e infine notificato. Qual è il ritardo?”.

“Le zfu precedenti – ha aggiunto – hanno avuto un iter procedurale di quattro anni per poi essere cancellate e trasformate in zone a burocrazia zero che ancora oggi non vedono la luce. Questa di due anni e mezzo”.

Di qui la critica del vice presidente alla missione belga del Consiglio. “Andare a Bruxelles per che cosa? – si è chiesto polemicamente – Per conoscere tutto quanto era già noto con questi atti? Si sapeva già tutti, in termini procedurali, di tempo e di effetti prodotti dall’applicazione”.

In ultimo De Matteis ha evidenziato la discrepanza tra le posizioni di Cialente e di altri esponenti del Partito democratico. “Marini, Lolli e Sassoli – ha elencato – sanno perfettamente di cosa si sta parlando, anche se la Serracchiani ha detto che la zfu è una cosa inutile perché è concorrenza sleale verso le attività già esistenti. I parlamentari del Pd hanno sostenuto nascita, mantenimento e prosecuzione di questa misura, invece Cialente?”.

CHIODI: ”LA ZONA FRANCA NON ERA NATURALE NE’ DOVUTA”

“Nessuno si rende conto – ha premesso il governatore – che ottenere la zfu per L’Aquila non era naturale né dovuto. In nessun altra parte colpita da calamità naturali è stata data questa misura. Era difficile anche perché, secondo la Ue, altera gli equilibri concorrenziali. E con tutte le difficoltà che abbiamo i nostri parametri economici sono molto avanti a numerose repubbliche dell’Est”.

Secondo Chiodi, “c’è un lavoro incredibile dietro, oscuro e competente. Abbiamo avuto contatti con la comunità aquilana tenendo sempre aggiornate le categorie interessate. Un anno fa chiedemmo se volevano la zfu o altre soluzioni, io ero per le altre ipotese ma hanno chiesto la zona franca e abbiamo lavorato per quello”.

A Cialente il commissario per la ricostruzione ha detto che “capisco il sindaco e la sua ansia ma non è possibile sminuire ogni volta ogni cosa che si fa con la tecnica del rilancio. Perché non ci lavora e pensa di far passare un messaggio d’altri tempi? – la domanda di Chiodi – Sbattere i piedi nel nostro microcosmo perché pensiamo che ci senta il mondo serve qui, ma fuori nessuno lo sente, lo sbattimento dei piedi. Ci vogliono capacità, argomentazioni e tanto tanto lavoro”.

Una frecciata è arrivata anche all’assessore comunale Stefania Pezzopane, non nominata. “E’ come la vicenda del presidente della Provincia uscente – ha ricordato Chiodi – che, come c’era una crisi aziendale, scriveva al presidente della Regione per andare sul giornale invece di darsi da fare. Queste sono infingardie di un gioco finto, la politica deve cambiare”.

L’INCONTRO CON FANFANI

A fine conferenza De Matteis ha annunciato la novità più gustosa.

“Lunedì mi incontro con l’assessore Fanfani e continuiamo ad andare avanti, se poi il sindaco vive in un altro mondo, affari suoi”.

Il vertice è stato confermato dallo stesso Fanfani, che pure non è sembrato certo sulla data, in Comune, intercettato nella sede comunale di Villa Gioia davanti al sindaco, a margine di una conferenza stampa.

In questa stessa occasione Cialente si è scagliato nuovamente contro l’editoriale di AbruzzoWeb con la foto degli arrosticini, molto contestata dai consiglieri comunali che sono rimasti inferociti.

A oggi, comunque, in città al di fuori di una ristretta cerchia di addetti ai lavori (e anche qualcuno all’interno) sulla zona franca quasi nessuno ha le idee chiare.