PESCARA – “Istituire una Zes unica significa portare nei territori una Zona Economica Speciale che sia competitiva non solo per il territorio locale ma a livello internazionale. Quindi l’idea che oggi è realtà di creare una Zes unica mi trova sicuramente d’accordo. Peccato che un anno fa assieme al professor Stefano Cianciotta si parlava con lui proprio di questo e qualcuno parlava di idee e progetti futuristici. Dopo 12 mesi quell’idea che lanciammo assieme al professor Stefano Cianciotta è diventata realtà. Questa politica così fatta piace ai nostri imprenditori perché credo che in questo contesto si debba ora lavorare e non criticare”.

Così il presidente della Confcommercio di Pescara Riccardo Padovano in merito all’ormai ufficialità della nascita della Zes unica per il mezzogiorno. Come presidente della Confcommercio di Pescara, Padovano interviene dunque nel dibattito di questi giorni per dire, sulla stessa linea di Cianciotta, che si tratta di “una notizia credo positiva”.

“La novità del provvedimento voluto dal Governo Meloni – afferma Stefano Cianciotta, amministratore delegato della Fira Spa – è che si passa dalla frammentazione dei centri decisionali ad un’unica struttura, superando nei fatti la diversificazione delle strategie territoriali per approdare ad un solo Piano triennale.  Dalla selezione dei territori beneficiari, avvenuta in alcuni casi con criteri discutibili, si arriverà alla concorrenza diffusa tra tutte le aree meridionali”.

“Un cambio di direzione forte rispetto al decreto 91 del 2017 del Governo Gentiloni – prosegue Cianciotta – dopo che le singole Zone erano andate a regime grazie al contributo significativo dei commissari e delle loro strutture, e soprattutto in controtendenza rispetto al tema dell’autonomia differenziata per le Regioni. La Zes unica può costituire una grande sfida per l’Europa e il Mezzogiorno se il Governo riuscirà a superare il dualismo centro-periferia creando una visione organica delle vocazioni territoriali, inquinate dalle stratificate e ataviche rendite di posizione, sulle quali i commissari di governo sono riusciti ad incidere grazie ai poteri speciali”, conclude Cianciotta.