PESCARA – Zdenek Zeman è un mago, nel senso che è bravissimo nel suo lavoro e sa far crescere i suoi allievi che, stimolati dai suoi insegnamenti, sanno esprimere calcio a buon livello tecnico espettacolare, ma quando gli infortuni a catena ti annullano un’intera difesa cosa può fare il “mago” contro la “sfiga”?

Dovrà, il buon Zeman, inventarsi qualche diavoleria tattica, inserendo un centrocampista nella linea di difesa e sperare che sappia chiudere con i tempi giusti e dare il la alle ripartenze del Pescara.

Insomma, a dire il vero, dopo le due sconfitte esterne, ci auguravamo un po’ tutti che ci fosse un minimo di tranquillità e che la squadra potesse giocarsi la prima gara dopo il tonfo, sul proprio campo e rimettere i conti a posto con una sicura vittoria.

Ora, invece, bisognerà farli i conti, ma con la “sfiga”, e sperare che, in qualche modo, si riesca a vincere e a riproporsi positivamente nel prossimo futuro.

Alcune voci contrarie a Zeman stanno prendendo corpo e dicono che il tecnico ci ha messo del suo in questi “incidenti” capitati ai suoi giocatori perché li spreme troppo in allenamento e perché il suo tipo di gioco è molto dispendioso dal punto di vista fisico.

Personalmente dissento perché il corpo umano, come ho già scritto in altre occasioni da queste colonne, non si usura con l’esercizio ma si tonifica e gli incidenti, quando accadono, hanno ben altra origine…

Ma tant’è, Zeman, come tutti coloro che contano, in definitiva, deve fare i conti con il doppio pubblico: chi lo ama lo difende a tutti i costi e chi non lo ama trova ogni occasione valida per criticarlo e mettere in dubbio il suo valore attuale perché, dicono rincarando la dose, ormai è superato con il suo modulo che tutti conoscono e sanno bene come fronteggiare…

Anche su questo, però, non sono d’accordo, perché, con la squadra al completo, il Pescara ha fatto ottime figure vincendo là dove molti, alla vigilia, erano convinti ci sbattesse il muso.

Come dire, insomma che, oltre contro la “sfiga”, Zeman deve continuare a lottare contro i suoi detrattori che, almeno per il momento, a Pescara, sono davvero una minoranza.

Ma si sa che le minoranze fanno rumore e potrebbero cominciare a dare fastidio.