PESCARA – Un silenzio che ha fatto molto rumore: se parlo mi danno una squalifica, meglio tacere. Comunque la sua accusa Zeman l’ha espressa. Un arbitraggio da censurare che non significa, però, un attacco diretto al Pescara, anche se i biancazzurri possono lamentare diverse situazioni contrarie in questi mesi di campionato, ma solo un abbassamento dei valori tecnici degli arbitri che in diverse partite (vedi Bologna Milan, giusto per fare un esempio) hanno fatto notare una serie di errori addebitabili, forse, alla loro scarsa forma.
Ventura, al termine, ha detto che il gol regolare di Immobile, annullato per errore, non avrebbe cambiato le sorti finali dell’incontro. Non è accettabile questa sua valutazione perché è indubbio che sullo 0-1 la gara, per il Torino, sarebbe stata molto diversa e anche per il Pescara. Comunque è Sebastiani, ora, che nella sua veste di vice presidente della Lega, deve farsi sentire e pretendere un maggiore rispetto.
Si capisce molto bene che il Torino ha un peso difficile da sostenere se non conquista la promozione in A e, probabilmente, i “padroni del vapore” non vogliono riavere per le mani un caso come Napoli e Fiorentina con salvataggi particolari considerando che, in caso di mancata promozione, con i contratti che ha con i suoi giocatori, il Torino se resta in B fallisce come società.
Ma non è nemmeno lecito tarpare le ali ai suoi avversari. Il Pescara si lamenta per i troppi torti subiti e Sebastiani deve farsene carico. Notate che non sto parlando di calcio giocato e non sto valutando la fase difensiva fatta a volte con troppa “superficialità”, perché una partita, con tutti quegli errori arbitrali, è falsata sul piano tecnico e sul piano psicologico.
Inutile stare a valutare la prestazione dei singoli, anche se ci sono state delle manchevolezze che il tecnico dovrà eliminare. Ma c’è anche un discorso societario che va posto in evidenza, parlo della necessità di fare qualche altro acquisto ben centrato: un difensore centrale rapido, perché i due che abbiamo sono bravi ma lenti e giocando insieme con la palla a terra, sul “vai e dai” si ritrovano spesso tagliati fuori, e ci vuole anche un buon centrocampista capace di dettare tempi di giocate e che abbia una grossa esperienza in considerazione del fatto che Cascione non potrà giocare al meglio tutte le partite restanti.
Un altro aspetto da mettere in evidenza è la necessità che i ragazzi capiscano che a parlare in campo l’unico autorizzato è il capitano e che ogni intemperanza dialettica porta ad un’ammonizione e nel caso di Gessa il Pescara paga un conto salato visto che dovrà saltare il turno interno con la Samp. Per Cascione il discorso è diverso considerando che si è trattato di un intervento di gioco.
Nulla è veramente compromesso considerando che siamo ancora a meno due turni del girone di andata, ma società e squadra debbono farsi carico dei desiderata dei tifosi e agire in conseguenza. Una ultima considerazione: i dirigenti facciano capire chiaramente qual è il loro progetto se è di sopravvivenza al meglio di ciò che offre il convento (campionato) o se hanno intenzione di lottare al meglio per conquistare la promozione in A senza pensare di poterci “addomesticare” tutti con le trasmissioni “foraggiate” che dicono sempre che “tutto va ben madama la marchesa…”.






