FOSSA – In occasione della XX giornata mondiale dell’Alzheimer, la cooperativa “Allenamente” di Fossa (L’Aquila) vuole riproporre all’attenzione dell’opinione pubblica “la questione di questa gravissima malattia neurodegenerativa per la quale, ad oggi, non è prospettabile alcuna speranza di guarigione, nonostante i grandi progressi che si sono registrati dal punto di vista diagnostico”.
“I contorni del problema sono delineati nella loro drammaticità da numeri: 36 milioni di persone nel mondo convivono con la demenza, cifra che quasi raddoppia ogni 20 anni, un milione di malati in Italia, con coinvolgimento di circa 3 milioni di familiari in un tentativo di gestione sempre difficilissimo, tanto sotto il profilo materiale che psicologico”, si legge in una nota.
“Sono dati che identificano un vero e proprio allarme sociale, nei cui confronti lo Stato non ha ancora messo in atto un vero e proprio ‘Piano per le demenze’, fermi come siamo al vecchio progetto Cronos del 2000”.
“Una tale problematica è, ovviamente, ancor più esasperata nella nostra realtà territoriale viziata, in maniera irreparabile, dal rovinoso sisma del 2009 e da tutto ciò che ne è conseguito”.
“Da questo quadro emerge la necessità di dare un supporto alle famiglie, per mezzo di vie integrative e non sostitutive a quella farmacologica come, una delle più importanti, i centri a ciclo diurno che prestano attività professionale dalle 8 alle 18”.
“In quest’ottica il centro Allenamente, che da 3 anni svolge la propria attività nel comune di Fossa rivolgendosi a un bacino piuttosto esteso di utenti, si occupa di fornire assistenza ai malati e supporto alle famiglie. La finalità del nostro intervento – sottolinea la nota – è quella di aiutare la persona grazie all’integrazione della stessa in un gruppo di lavoro che svolga quotidiane attività indicate dalle specifiche linee guida e seguito da personale fisioterapico e psicologico”.
“L’obiettivo primario è quello di operare un rafforzamento delle capacità residue rallentando e differendo nel tempo quel declino cognitivo cui queste persone andranno comunque inevitabilmente incontro”.
“Dall’altra parte c’è la speranza di un futuro rafforzamento della fiducia da parte delle persone e delle istituzioni in modo che possano essere rimosse almeno alcuni degli ostacoli che incontriamo nel corso della nostra quotidiana attività”.



