L’AQUILA – Arriva il “pacchetto sicurezza” del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che promette di sdoganare la diffusione del wi-fi libero. Cosa cambierà? Innanzitutto le connessioni nei luoghi pubblici saranno più libere, in quanto andranno a decadere le restrizioni che erano previste dalla legge Pisanu.
Il disegno di legge prevede infatti obblighi a tutela della sicurezza pubblica, ma, come ha dichiarato Maroni, “fino al 31 dicembre valuteremo gli obblighi della legge Pisanu e le restrizioni che ormai si ritengono superate grazie all’evoluzione tecnologica”.
Tra queste c’è la registrazione dei dati per chi accede a una rete senza fili. “Invece dal 1° gennaio – ha promesso Maroni – sarà possibile collegarsi liberamente dai punti di accesso pubblici, senza essere costretti a presentare un documento di riconoscimento”.
“È una buona notizia – commenta il responsabile Comunicazioni del Partito democratico, Paolo Gentiloni – perché dimostra che si è dato ascolto a chi diceva che la legge Pisanu aveva dato scarsi risultati alla lotta al terrorismo e aveva provocato danni allo sviluppo di Internet senza fili”.
Non è invece d’accordo il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso , secondo il quale “il libero accesso alle postazioni wi-fi e agli Internet point riduce moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso il web. Bisogna rendersi conto che dietro ‘la rete’ ci si può nascondere benissimo, e tra la massa di utenti si possono trovare mafiosi, terroristi e pedofili”.
Il dibattito è comunque ancora aperto, e il disegno di legge dovrà passare l’approvazione del Parlamento.





