TERAMO – Mancano oltre due anni alle elezioni comunali di Teramo del giugno del 2028, ma già la macchina della politica ha acceso i motori, anche nel campo del centrosinistra. Con una consapevolezza: se vuole mantenere la sua roccaforte dovrà lavorare sin da ora a trovare una quadra tra i tanti protagonisti che già sarebbero pronti a scendere nell’agone.
Va ricordato innanzitutto che il sindaco Gianguido D’Alberto, civico di centrosinistra, in carica dal giugno 2018 e già al suo secondo mandato, non potrà essere della partita, e già lavora a far spiccare il volo alla sua carriera politica, meditando di candidarsi alle Politiche del 2027 e poi eventualmente alle regionali del 2029, con quale forza politica è ancora da vedere, si vocifera in quota M5s e o anche Avs, in quanto le porte del Pd sono sbarrate.
Intanto suoi possibili successori, per garantire continuità all’esperienza civica di centrosinistra a Teramo, potrebbero essere Antonio Filipponi, assessore al Commercio e agli Eventi, o anche Stefania Di Padova, la vice-sindaca del Pd, che alle elezioni del Politiche del 2022 sfiorò l’elezione a deputata, e che dopo il riconteggio dei voti delle singole liste, ha dovuto cedere il posto a Cesare Sottanelli di Azione. Di Padova ha dalla sua anche quella di essere della corrente maggioritaria del Pd della segretaria nazionale, Elly Schlein.
Ma a complicare i disegni di D’Alberto c’è la possibile discesa in campo di un pezzo da novanta del centrosinistra teramano, il consigliere regionale Sandro Mariani, presidente della Commissione Vigilanza, tre volte all’Emiciclo, e che non potrà candidarsi per una quarta volta per il Pd, statuto alla mano, per un quarto mandato, a meno che non decida di presentarsi con una civica, come aveva fatto nel suo secondo mandato, dando vita ad Abruzzo in comune.
Per quanto sia originario della vicina Campli, Mariani vive a Teramo, ed ha un forte seguito elettorale, come confermato dagli oltre 7.5oo voti alle regionale del 2024.
Al Comune ha come punti di riferimento, a lui vicini, l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Di Marcantonio, i consiglieri Emiliano Carginari del Pd, Debora Fantozzi di Teramo vive, e Simone Mistichelli recentemente passato a Italia Viva.
Potrebbe essere poi ancora una volta della partita Giovanni Cavallari, di Abruzzo insieme, la lista del candidato presidente della Regione nel 2024, Luciano D’Amico, funzionario dei Vigili del Fuoco, ex vicesindaco e assessore di Teramo, al fianco di D’Alberto, con un passato nel Partito democratico, di cui è stato vice segretario provinciale. Già candidato sindaco nel 2018 dove prese il 9%, per poi entrare in maggioranza dell’attuale sindaco.
Cavallari ha legittimo obiettivo di fare un secondo mandato in Regione, ma c’è chi assicura che potrebbe tentare anche una nuova conquista del palazzo di città a Teramo.
C’è poi un altro protagonista che indirettamente avrà un peso nella partita: il presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo. Lui punta alla Regione e in clamoroso anticipo ha già lanciato la sua candidatura a presidente, come “moderato” e “federatore”, di ascendenza civica, in contrapposizione alla linea politica di Schlein del Pd, di cui ha comunque la tessera. D’Angelo proprio per le sue ambizioni è guardato in cagnesco da D’Alberto, Mariani e Cavallari. Ma alle comunali sarà necessario sedersi al tavolo anche con lui e il suo gruppo di potere che esprime voti che risulteranno determinanti. F.t.





