L’AQUILA – “Mi candido per portare al termine il lavoro svolto finora, a cominciare dalla ricostruzione post sismica, alla guida di una civica plurale e aperta, a differenza della mia avversaria che ha inteso connotare la sua proposta in modo partitico e ideologico”.
Si scaldano i motori in vista della volata finale delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, anche a Poggio Picenze, comune di 1.110 abitanti a pochi chilometri dall’Aquila.
A scendere nuovamente nell’agone Antonello Gialloreto, 47 anni, sindaco uscente, imprenditore del settore, non certo affollato, dell’elicicoltura, ovvero dell’allevamento delle lumache ad uso gastronomico e cosmetico. Alla guida della lista Unica civica, dovrà vedersela questa volta con la civica Barbara Zampelli, sostenuta, tra gli altri, dal segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, che proprio di Poggio Picenze è originario, comune dove ha mosso i primi passi della sua carriera politica.
Dice della sua avversaria Gialloreto: ”una persona che a livello amministrativo non conosco, non posso giudicare. Posso dire che ciò che ci differenzia è che noi abbiamo costruito una lista civica aperta e plurale che ha inteso rappresentare un po’ tutte le anime e sensibilità della nostra comunità. Zampelli si è invece presentata come un candidato leghista dando una forte connotazione politica e ideologica alla sua proposta e anche la sua lista ha un approccio che a mio parere non è quello giusto, in una piccola comunità come la nostra”.
Venendo dunque al programma: la grande sfida per Gialloreto resta la ricostruzione post-sismica da portare a termine.
“Gli aggregati inagibili nel nostro comune sono una settantina, di questi sono una cinquantina quelli che hanno almeno una prima casa e hanno dunque una priorità, i progetti presentati sono circa quaranta e finora una ventina sono quelli finanziati e che hanno reso possibile l’attesa apertura dei cantieri”.
“Il processo era rimasto fermo dall’ aprile 2009 – aggiunge il candidato – e nella precedente amministrazione per sbloccare la situazione abbiamo così scritto a tutti i presidenti di consorzio, lanciando un ultimatum: presentare i progetti entro 90 giorni oppure vederli retrocedere agli ultimi posti in graduatoria. Una presa di posizione che ha funzionato”.
Oltre alla ricostruzione uno dei punti forti del nuovo programma di mandato è quello dello sviluppo turistico e dei servizi sportivi.
“Il nostro territorio – spiega Gialloreto – vanta la stupenda Valle del Campanaro in questi anni abbiamo riaperto ben 40 km di sentieri l’ultimo l’abbiamo appena inaugurato ed è in realtà un circuito unico in Italia per le hand-bike, utilizzate in particolare dalle persone diversamente abili. Ora il nostro impegno è quello di promuovere adeguatamente questa nuova destinazione turistica. A livello sportivo abbiamo un progetto ambizioso per riqualificare i campi da tennis e il campo sportivo polivalente.
Gialloreto spiega poi che “andrà in qualche modo rimessa mano all’annosa vicenda del progetto di velocizzazione della statale 17 che attraversa il paese e e che rappresenta una fondamentale via di comunicazione tra L’Aquila e la costa adriatica attraverso l’altopiano dei Navelli”.
“L’ultimo incontro fatto con l’Anas – spiega Gialloreto – risale a un anno fa ed era stato confermato il progetto dell’adeguamento dell’attuale sede stradale ampliando la carreggiata realizzando rotatorie negli incroci più pericolosi. Un progetto che trova la nostra condivisione ma che resta bloccato”.
Infine lo sviluppo economico questione dirimente in una fase di generalizzata difficoltà economica causata dell’epidemia del coronavirus.
“Continueremo ad accordare massima attenzione all’attività commerciale e imprenditoriale del nostro territorio, che continua a essere coinvolto in tutte le scelte, e in particolare nel nostro progetto di promozione turistica. Come imprenditore ho dimostrato che, con un po’ di inventiva, andando oltre gli schemi, decidendo di allevare lumache che non è un qualcosa di scontato, si possa fare nel nostro territorio buona e solida impresa”.





