PESCARA – “Quelle di sabato e domenica non sono solo elezioni amministrative. Sono un vero e proprio referendum tra due visioni opposte di città: chi vuole il palazzo della Regione Abruzzo nell’Area di risulta e chi non lo vuole; chi vuole il filobus sulla Strada parco e chi vuole che quel parco lineare resti patrimonio della città; chi vuole viale Marconi come una landa desolata e chi, invece, vuole che sia un salotto della città, cuore del commercio”.

Lo ha detto il candidato a sindaco di Pescara per la coalizione di centrosinistra, Carlo Costantini, nel corso dell’evento conclusivo della campagna elettorale.

All’iniziativa, che si è svolta nel pomeriggio in piazza Muzii, hanno partecipato diverse centinaia di persone. Presente, tra gli altri, il consigliere regionale Luciano D’Amico, che ha aperto l’evento, oltre ai candidati e ad esponenti dei partiti che sostengono la candidatura di Costantini.

“Quello del palazzo della Regione nell’Area di risulta – ha detto il candidato sindaco – è un progetto folle ed insensato, già approvato dall’amministrazione uscente, che prevede una colata di cemento nel pieno centro di Pescara. Noi non vogliamo altro cemento, vogliamo il verde e i parcheggi. Non appena sarò sindaco, strapperò il protocollo d’intesa tra il Comune e la Regione e, insieme ai cittadini, scriveremo un futuro migliore per quell’area. Dalla mia parte avrò la volontà del popolo pescarese, che non vuole quel progetto. E la volontà dei pescaresi avrà più peso e più valore delle scartoffie alle quali l’amministrazione uscente sta lavorando per mettere la città di fronte al fatto compiuto. Quel progetto, imposto e calato dall’alto con arroganza, come è nello stile del sindaco uscente, è assolutamente insensato”.

“Si tratta dello stesso atteggiamento che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni, che sono stati difficilissimi per i cittadini. Ingannati da progetti sbagliati pagati dalla collettività, a partire da quello di viale Marconi, bloccati da cantieri infiniti, tartassati dalle multe dei semafori trappola. L’aver usato i semafori come un bancomat è stata la cosa peggiore fatta da Masci in questi anni. Una scelta – ha affermato Costantini – che ha consegnato a Pescara il triste primato di città più multata d’Italia e che rappresenta veramente un atto di cattiveria, di livore e di risentimento nei confronti dei cittadini e nei confronti di una città che dopo l’emergenza Covid-19 aveva bisogno di ben altro”.

“Ho deciso di candidarmi a sindaco – ha ribadito – per un motivo ben preciso: da pescarese sono stanco di vedere la mia città ferma, spenta, senza parcheggi e con il commercio in crisi. L’ho fatto perché è indispensabile riaprire Pescara. Dobbiamo riaprire Le Naiadi per davvero. Dobbiamo riaprire viale Marconi e le attività commerciali di tutta la città. Dobbiamo riaprire corso Umberto, la cui chiusura sta causando danni gravissimi al commercio. Dobbiamo riaprire il Teatro D’Annunzio. Dobbiamo riaprire Pescara in tutti i quartieri e non solo in pochi. Dobbiamo riaprire l’aeroporto ai voli nazioni e internazionali che ha perduto. Dobbiamo riaprire Pescara ai diritti sociali, al lavoro, all’assistenza, allo studio, alla salute. Dobbiamo riaprire Pescara dal suo isolamento ferroviario ed autostradale”.

“Abbiamo in mente una Pescara a misura di cittadino, accessibile e inclusiva – ha illustrato il candidato sindaco – Vogliamo favorire il rilancio delle periferie e promuovere l’idea di città verde e davvero amica dell’ambiente. Ci impegneremo per una città amica degli animali, che abbia il suo canile. Vogliamo promuovere l’idea di scuola che rafforza il senso di comunità e faremo sì che Pescara abbia il suo campus universitario. La città di domani sarà a misura di giovani e piena di opportunità, sarà una città della cultura e degli eventi, creativa e innovativa. Rilanceremo il commercio, il turismo e la rete delle infrastrutture. Diremo ‘no’ al progetto del filobus e restituiremo la Strada parco ai cittadini. Inseriremo l’idea di partecipazione nello Statuto comunale: con noi ascolto e condivisione saranno la regola. Abbiamo due giorni, domani e domenica – conclude Carlo Costantini – per cambiare Pescara”.