PESCARA -“La chiusura dell’ennesima attività nella zona di Piazza Muzii rappresenta un ulteriore segnale del declino che ormai contrassegna un’area che fino a poco tempo fa costituiva un’attrazione della nostra città”. Lo dichiara Riccardo Padovano presidente di Confcommercio Pescara.

“È evidente che le decisioni eccessivamente restrittive assunte negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale in materia di orari di chiusura e occupazione suolo pubblico hanno penalizzato pesantemente una zona che fino a poco fa era in grado di attrarre investimenti per avviare pubblici esercizi di pregio. Riguardo l’ultima chiusura, fa male vedere dei giovani – che avevano investito i loro risparmi e quelli dei genitori in un’attività avviata con idee e entusiasmo – gettare la spugna con una comunicazione piena di rabbia e malinconia. È grave che ciò avvenga malgrado i tanti appelli che le Associazioni hanno fatto al Comune affinché invertisse la rotta riguardo illogici provvedimenti presi per accontentare pochi residenti. Troppe le riunioni e le Commissioni alle quali abbiamo partecipato con proposte di buon senso, ma che non hanno mai trovato ascolto”.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma ora la misura è colma e chiediamo al Sindaco e all’Assessore al commercio di cambiare rotta e convocare una riunione urgente per cercare soluzioni immediate, prima che si arrivi davvero alla desertificazione della zona con tutto ciò che comporterebbe in termini di perdita di posti di lavoro, di sicurezza e decoro urbano. Ribadiamo che basterebbe allungare di un’ora l’orario di chiusura nel fine settimana per ridare un minimo di respiro agli operatori della zona. Aggiungiamo che la capacità di attrazione di quella zona costituiva anche un traino per tutto il commercio del centro pedonale, in quanto tante persone venivano a Pescara per passare una serata in cui allo shopping si univa la possibilità di trascorrere alcune ore tra i tanti locali di Piazza Muzii e vie limitrofe. Occorre intervenire subito rivedendo la cosiddetta “Ordinanza Cenerentola” per evitare che anche le attività economiche che ancora resistono siano costrette a chiudere, lasciando che degrado e insicurezza prendano definitivamente il loro posto.”