L’AQUILA – Nuova mostra a Radici dell’Aquila, in via Leosini 6 con vernissage sabato prossimo alle ore 18.
Questa volta protagonista sarà “Processing landscape” di Giordano Cianfaglione.
Si tratta di un progetto di rielaborazione al computer di immagini fotografiche realizzate inizialmente con il cellulare. Il processo creativo si basa sull’uso contro-intuitivo di alcune funzioni dei programmi di lavorazione delle immagini (in questo caso Photoshop), come il tampone per cancellare o ritoccare parti indesiderate, esplorandone invece le possibilità creative e ri-generative.
“Quello di cui parlo – spiega l’artista – è un procedimento empirico, basato sulla scoperta passo dopo passo, sull’intuizione e sulla volontà di forzare i limiti precostituiti dei programmi, facendogli fare cose per cui non sono pensati. Inoltre nel mio approccio ha molta importanza una dose di aleatorietà che queste operazioni attivano, a cui fanno da contraltare una guida e una ricerca ‘’compositiva’’ dell’immagine. Questa però si crea solamente in divenire, nel bilanciamento delle diverse forze in gioco”
In esposizione saranno visibili tre diversi stadi di vita di queste immagini – dalla situazione iniziale a quella attuale -, tre fasi dotate ognuna di una propria identità e autonomia poetica.
“Devo dire che quando ho realizzato le prime immagini non avevo assolutamente idea di lavorarle in questo modo, anche se è un procedimento che negli ultimi tre anni ho già sperimentato in altre serie, seppur con modi e risultati in parte diversi. Tuttavia sarebbe opportuno intendere i tre stadi non solo come un percorso che si realizza finalmente nell’ultimo, quanto piuttosto come tre fasi già dotate ognuna di una propria identità e autonomia poetica”, spiega ancora l’artista.
La mostra sarà visitabile fino al 30 ottobre.
Giordano Cianfaglione è nato a Perugia, il 28 ottobre 1985. E’ cresciuto a L’Aquila, dove è ritornato nel 2022 dopo aver vissuto molti anni a Roma.
Si è laureato all’Università di Roma Tre in Teorie dell’Intermedialità, con una tesi sul rapporto tra fotografia e scena, e durante gli anni universitari si è appassionato alla fotografia musicale e teatrale, collaborando in seguito tra gli altri con la webzine Oca Nera Rock, il C.A.R.M.A. di Roma, la Società Aquilana dei Concerti Barattelli e la manifestazione Il Jazz Italiano Per L’Aquila.
Nello stesso periodo ha partecipato ai progetti drammaturgici ‘’Sueña Quijano Work In Progress’’ e ”Atelier Quartucci & Tatò” dei maestri dell’avanguardia teatrale italiana Carlo Quartucci e Carla Tatò, in qualità di fotografo/attore in scena, iniziando uno studio e una collaborazione di otto anni.
Attualmente sta intrecciando la sua ricerca fotografica con lo studio della danza, in particolare la Contact Improvisation, indirizzandosi sempre più verso delle immagini e dei ‘’dispositivi espositivi’’ che siano in relazione creativa con gli spettatori, con l’ambiente e con altri linguaggi artistici, nei quali gioca un ruolo importante il rapporto tra la visione e il movimento.






