L’AQUILA – “Abbiamo una classe politica da fare invidia, abbiamo l’imbarazzo della scelta a differenza del centrosinistra che si divide ogni due minuti su qualsiasi cosa”.
Parola del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI, che in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb è intervenuto in merito alle elezioni comunali in programma nel 2027 alle quali non potrà ricandidarsi, almeno non come primo cittadino, visto che è già al suo secondo mandato ed è proteso ad una candidatura blindata in parlamento, e ha poi risposto alle polemiche esplose intorno alla Capitale italiana della Cultura 2026.
Nell’intervista Biondi sposta sugli avversari le indubbie difficoltà di Fdi e del centrodestra alla ricerca di una candidatura autorevole e soprattutto condivisa, aprendo in qualche modo anche ai non meloniani.
Non fa nomi ma nemmeno smentisce le ipotesi emerse in queste settimane che vedono tra i candidati papabili Ersilia Lancia, 45enne avvocato, assessore al Turismo e Pari opportunità, di Fdi, moglie del segretario regionale del partito e senatore, il sempre più silenzioso Etel Sigismondi. Ma sempre in quota FdI, in una classe dirigente del centrodestra che a Roma è considerata promettente, si affacciano anche i nomi di Livio Vittorini, 42enne economista e presidente della Commissione Bilancio, e sempre di Fdi, e il capogruppo di FdI in Consiglio comunale, e Leonardo Scimia, 30enne ingegnere e imprenditore.
Ma dallo stesso centrodestra c’è chi ha già ribadito che la scelta del candidato a sindaco non può essere considerata una partita esclusiva di FdI, che pure all’Aquila ha una storia importante, considerando che proprio dal capoluogo è cominicata la scalata del partito guidato dal premier Giorgia Meloni, eletta proprio in questa circoscrizione, e che ha visto oltre alla rielezione del sindaco Biondi anche lo storico secondo mandato in Regione del centrodestra a guida Marco Marsilio.
Un avvertimento arrivato nelle scorse settimane dalla Lega, che non ci sta a fare da spettatore, in particolare dall’assessore all’Urbanistica, Francesco De Santis, che ha ribadito come “l’individuazione del candidato sindaco deve essere figlia di un percorso condiviso tra tutti i rappresentanti del centro Destra del capoluogo abruzzese, un percorso che sappia far sedere allo stesso tavolo esponenti di Fratelli d’Italia, della Lega, di Forza Italia e di tutte le altre forze politiche e civiche che in questi anni hanno condiviso con noi il percorso amministrativo”.
Ma Biondi, che non ha fornito novità rispetto all’attuale situazione della coalizione, ha sottolineato: “Abbiamo personale politico di qualità, non cerchiamo il salvatore della patria, non dobbiamo andare per evitare di litigare tra di noi e quindi io sono molto fiducioso sul fatto che questa esperienza amministrativà proseguirà anche dopo il 2027”.
Un appuntamento elettorale che arriverà al termine dell’anno della Capitale della Cultura, un riconoscimento di rilievo che pure continua a scatenare polemiche sulla gestione, ritenuta troppo accentrata sullo stesso sindaco, e sui costi.
“Le polemiche risiedono un po’ nell’incapacità dell’altra parte politica di portare politiche culturali così incisive e rilevanti per la città che oggi, oggettivamente, è sotto gli occhi di tutta Italia”, ha puntualizzato Biondi.
“Credo che la cosa più bella sia la partecipazione delle comunità a questo progetto, il risalto nazionale ed internazionale, la capacità dell’Aquila di imporsi in un settore non facile per una città media, ma anche la consapevolezza acquisita dai cittadini di trovarsi in un luogo di cultura”, ha concluso. (a.c.)
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