L’AQUILA – “Sono in campo per vincere al primo turno, con una proposta moderata e centrista, che significa capacità di governo, stare dentro i problemi della nostra città, mettere al centro non la politica, ma la capacità di ben amministrare”.

Mostra sicurezza e lancia l’assalto a palazzo Fibbioni, il consigliere regionale di Legnini presidente, e comunale di Passo Possibile, Americo Di Benedetto, 54enne commercialista ex sindaco di Acciano ed ex presidente della Gran sasso Acqua.

Oggi candidato sindaco dell’Aquila alle amministrative di fine maggio, alla testa di una coalizione civica, che sarà composta, queste le previsioni, da non meno di sei liste: oltre a Passo Possibile, il cui gruppo comunale è composto oltre che da Di Benedetto, da Manuela Iorio, Antonio Nardantonio ed Elia Serpetti, la lista di Azione di Carlo Calenda, di +Europa, di un raggruppamento che fa riferimento all’ex consigliere Enrico Verini. Più altre due liste, di cui una sarà espressione delle frazioni, l’altra da considerarsi come una articolazione territoriale di Passo Possibile.

A L’Aquila, 69.600 abitanti, a correre per il secondo mandato è il  sindaco uscente Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, con le forze del centrodestra compatto a suo sostegno,  con l’aggiunta di forze civiche imbarcate come quella  di Progetta di cui sono promotori il  segretario Confsal L’Aquila, Fabio Frullo e il il presidente dell’Accademia di Belle arti Rinaldo Tordera.

Il campo largo del centrosinistra, o di ciò che non è centrodestra, ad oggi si presenta diviso: visto che oltre a Di Benedetto si è candidata sindaco la deputata dem Stefania Pezzopane, già assessore regionale  e presidente della Provincia dell’Aquila, appoggiata da Partito democratico, Articolo uno e Sinistra italiana,  socialisti, Europa verde   una lista di amministratori cui stanno lavorando l’ex sindaco di San Demetrio né Vestini Silvano Cappelli e l’ex sindaco di Castel del Monte Luciano Mucciante.

Anche il  Movimento 5 stelle, sta meditando sul da farsi, dopo aver proposto come candidato unico del centrosinistra il professor Fabrizio Marinelli.

Alle domande, ineludibile, “cosa la distingue così tanto dalla Pezzopane”, “perché non è stata possibile una sintesi e una candidatura unica?”, Di Benedetto si limita a rispondere, “la mia è una proposta liberale e centrista, che non è un sentimento nostalgico”.

Alla domanda dunque se la campagna elettorale di Di Benedetto “sarà più contro Biondi o contro Pezzopane, con la quale dovrà contendersi lo stesso bacino elettorale?”, di Benedetto risponde: “Il mio approccio non è quello di fare campagne elettorali contro qualcuno, non appartiene al mio bagaglio di conoscenze, del resto ‘chi lavora contro lavora contro se stesso’. Io direi più che altro che faremo una campagna elettorale a favore della città”.

“Ma almeno qualcosa da criticare nell’operato nell’amministrazione Biondi, visto che è pur sempre una campagna elettorale?”,  a questa ulteriore domanda replica Di Benedetto: “L’elenco è lungo: il totale disinteresse per le frazioni e anche per la fruibilità del centro storico. Nulla è stato fatto nella gestione del progetto C.a.s.e. e per incassare le bollette, non come elemento vessatorio nei confronti dei cittadini, bensì di equità. Tutto il programma amministrativo ha trovato un sussulto di dignità, ammesso che si possa definire tale, con la contingenza dei fondi della ricostruzione e quelli del 4% e poi con le risorse legate al superamento dell’emergenza covid. Ma questo lo avrebbe fatto anche un commissario prefettizio”.

Di Benedetto conferma dunque di avere la ragionevole speranza di diventare sindaco al primo turno, “anche cinque anni fa ci sono andato vicino. Per vincere devi prima di tutto convincere, e sono certo che la mia proposta e il gruppo che mi sostiene potrà garantire una buona amministrazione alla città, con un sindaco di tutti e non di una parte sola, che lavori a tempo pieno”.

LA DIRETTA