L’AQUILA – “Siamo orgogliosamente di centrodestra e siamo orogliosamente aquilani. Questo ci consentirà, il 12 giugno, di vincere le elezioni e continuare con il cambiamento”.

Con il suono del tamburo “ponte tra terra e cielo” che racconta “L’Aquila rinata” il primo cittadino del capoluogo regionale, Pierluigi Biondi, di FdI, ha dato il via alla campagna elettorale pronto a scendere in campo per il secondo mandato.

E proprio le percussioni, nella giornata dedicata alla Terra, hanno avviato la campagna elettorale nel nome di un “suono vitale, profondamente energico e connettivo”. All’evento di apertura, oggi pomeriggio, all’interno del gremito Ridotto del Teatro Comunale, cittadini ed esponenti dei quattro partiti di centrodestra e delle sei liste civiche a sostegno del ricandidato sindaco: Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc, L’Aquila al centro, L’Aquila Futura, Progetta, Noi con l’Italia, Partito repubblicano italiano, Civici e indipendenti per Biondi sindaco.

“Ripartiamo da dove abbiamo iniziato. Salgo su questo palco con la stessa emozione e gli stessi sentimenti di 5 anni fa, con lo stesso entusiasmo. Cinque anni fa abbiamo promesso che sarebbe stata la città di tutti, che non ci sarebbero stati privilegiati, che avremmo parlato con tutti. E così è stato”, le prime parole pronunciate sul palco.

“Nel 2017, convinti della necessità di un cambiamento radicale, abbiamo intrapreso un percorso per risanare la nostra città. Oggi, quel cambiamento deve rimanere acceso, per dare continuità a quanto è stato realizzato in questi cinque anni”.

Biondi ha ripercorso gli anni del suo mandato attraverso 4 storie, quella di Zlata, di Luigi, di Stefania e Pietrangelo.

Lo ha fatto elencando quelli che sono stati i progressi e i traguardi raggiunti dalla “città dell’inclusione, della cultura, dello sviluppo”, iniziando dalla guerra in Ucraina e dall’accoglienza dei rifugiati, passando dalle stabilizzazioni dei precari della ricostruzione all’impegno nei difficili anni della pandemia, e ringraziando quanti hanno accompagnato l’Amministrazione in questo mandato.

“Siamo stati autorevoli, credibili e affidabili perché siamo stati liberi. Ricordo quando si era appena insediato il Governo Conte 1, in maggioranza c’erano Lega e M5S. Luigi D’Eramo (Lega) era diventato da poco onorevole, lo chiamai e gli dissi: ‘il sottosegretario che si dovrebbe occupare di noi non si occupa per nulla di noi. Io sono costretto ad attaccarlo’. E lui mi disse: ‘Non me ne frega niente, attaccalo. Per me e per noi deve venire prima L’Aquila, rispetto ai partiti e qualsiasi appartenenza di Governo. Questa libertà ci ha consentito di essere forti e presentarci oggi”.

“Nel 2022, siamo in grado di raccontare il compimento di una nuova storia per il capoluogo delle aree interne. La storia di chi sceglie la nostra città perché trova accoglienza e servizi efficienti; la storia di chi il caso ha voluto fosse qui e qui decide di mettere al mondo figli; la storia di chi la scopre e ne riconosce il potenziale di rinascita nel segno della cultura; la storia di chi ritorna, dopo aver esplorato ed essere diventato consapevole”.

Biondi si è soffermato su incontri e narrazioni, particolarmente significativi, per raccontare il cambiamento avviato nel corso dell’ultimo quinquennio e il percorso da seguire “per il consolidamento che ha già consentito di far uscire il capoluogo d’Abruzzo dalle paludi dell’isolamento politico e amministrativo generato da dieci anni di malgoverno del centrosinistra”.

L’incrocio con gli sguardi e le vite della piccola Zlata, nata all’ospedale San Salvatore, dopo la fuga della mamma dall’Ucraina in guerra; di Stefania, mamma di una bimba affetta da sindrome dello spettro autistico che non avendo ricevuto nella sua città d’origine assistenza, si è rivolta all’Aquila trovando casa e la possibilità di svolgere terapie con facilità; di Luigi, giovane docente universitario formatosi nella nostra università e tornato per proseguire la carriera accademica dopo una importante esperienza all’estero; di Pietrangelo Buttafuoco, giornalista, saggista, esponente di primo piano del panorama culturale italiano e dal 2019 presidente del Tsa, per cui “all’Aquila trovi una festa di restituzione alla vita che manca in tutta Italia”, sono stati per Biondi il paradigma della narrazione di una realtà cittadina in continua evoluzione e crescita, in grado di abbracciare e riabbracciare coloro che, per scelta o destino, assaporano la città in tutti suoi aspetti.

“Cinque anni fa abbiamo promesso una città più giusta, inclusiva, accogliente e per questo obiettivo ci siamo battuti quotidianamente. Un lavoro costante affinché oltre alla rinascita materiale, caratterizzata da oltre 1,3 miliardi di contributi erogati, si affiancasse quella sociale, economica e culturale con azioni mirate che hanno consentito a questa amministrazione di acquisire credibilità, affidabilità e autorevolezza. Non è un caso se siamo riusciti a ottenere 2,8 miliardi per il rifinanziamento della ricostruzione, se qui nascerà la prima scuola di formazione d’Italia dei Vigili del Fuoco o avranno sede la Scuola della pubblica amministrazione o del Servizio civile universale. Una terra che aveva bisogno di interventi a sostegno di formazione, conoscenza e innovazione che siamo stati in grado di attuare. Il riconoscimento della Perdonanza a patrimonio culturale immateriale Unesco non è venuto per circostanze fortuite, ma perché crediamo nella cultura come elemento di valorizzazione del territorio, testimoniato dal costante aumento delle presenze turistiche, ed emancipazione della comunità. Ringrazio tutti coloro che hanno scelto di mettersi in gioco, per la prima volta o dopo questa esperienza in seno all’amministrazione, i partiti e le forze civiche che contribuiranno alla formazione delle liste per dare il 12 giugno agli aquilani la possibilità di continuare a credere nel cambio di passo dato alla città nel 2017”.

Il claim “Tieni acceso il cambiamento”, scelto per scandire la marcia di avvicinamento alla prossima tornata elettorale, è cristallizzato nel simbolo ‘On’ evidenziato nel nome Biondi e impresso su una piccola sfera che Biondi ha consegnato alla giovane Serena: la stessa bimba che cinque anni fa ha ricevuto dalle mani dell’allora candidato sindaco un piccolo mattoncino per contribuire simbolicamente alla ricostruzione della città.

Una evoluzione  della simbologia giunta al termine di una serata in un Ridotto del Comunale affollato in tutte le sue sedute e animata dalla performance del percussionista aquilano Maurizio Trippitelli e degli artisti che lo hanno accompagnato sul palcoscenico.

LE QUATTRO STORIE RACCONTATE DA BIONDI

“La prima storia è quella di Zlata, bimba ucraina nata all’Aquila 20 giorni fa, e il pensiero va a tutti i bambini e le famiglie accolte. Perché la nostra è una città inclusiva.

La seconda storia è quella di Luigi, 34 anni, laureato all’Università dell’Aquila. Da qualche settimana, dopo esperienze all’estero, è tornato ad insegnare all’Università dell’Aquila. Vogliamo riportare i nostri giovani all’Aquila e lo abbiamo fatto attraverso al Fondazione con l’Università e il Gssi, abbiamo messo a disposizione alloggi per 600 ragazzi meritevoli.

La terza storia è quella di Stefania, una donna di 53 anni che non ha avuto una vita facile. Il marito ha perso il lavoro, la figlia ha avuto diagnosi di autismo. Hanno dovuto lasciare il Comune in cui si trovavano, di centrosinistra, che non è stato in grado di aiutarli. Ma grazie all’aiuto dell’Associazione Abruzzo Autismo onlus, li abbiamo accolti qui all’Aquila.

Questa attenzione si rintraccia nella gestione di due ani di pandemia covid, ognuno di noi si è rimboccato le maniche. Abbiamo consegnato centinaia di pacchi alimentari alle famiglie, migliaia di consegne di farmaci a domicilio, abbiamo consentito ai ragazzi di riavere socialità nei centri estivi, siamo stati i primi in Italia a partire con la campagna di screening. All’Aquila, in pieno lockdown, per la prima volta, è risuonata la voce di un violino, per dimostratre che la città dell’Aquila più forte di qualsiasi tragedia.

L’ultima storia è quella di Pietrangelo. È un intellettuale, saggista, scrittore. Ha accettato di presiedere il Tsa. Il primo giorno, guardando lo skyline di gru ci disse che non facevano pensare al dolore, ma erano una festa di restituzione alla vita che manca a tutta Italia, L’Aquila come modello unico e di rinascita. Avevamo promesso che sarebbe stata città di cultura e sviluppo. Perchè la cultura non è intrattenimento, ma elemento di emancipazione”.