AVEZZANO – C’è un mini caso Febbo anche nelle elezioni amministrative per eleggere il nuovo sindaco di Avezzano.

Un caso che non ha portato alla auto-sospensione dal partito di appartenenza per sostenere un candidato non del centrodestra, come avvenuto a Chieti con l’attuale assessore regionale forzista, ma che ugualmente creando dissapori all’interno di una coalizione già minata proprio dalla spaccatura con Forza Italia.

Mario Quaglieri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Sanità, ex sindaco di Trasacco, in barba a quanto ufficialmente sostiene il partito, ovvero di appoggiare la Lega e la candidatura di Tiziano Genovesi, insieme a Udc e Idea-Cambiamo, si sarebbe defilato dalla corsa, piazzando alcuni suoi fedelissimi in altre liste, principalmente tra le file del raggruppamento di stampo civico che fa capo all’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio. Rumors insistenti che stanno facendo il giro di Avezzano e e della Marsica, e confermati da fonti accreditate, che potrebbero trovare sostanza domani, termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali prima del voto del 20 e 21 settembre prossimi.

Non è del resto il primo strappo che si registra dentro Fratelli d’Italia: Maurizio Bianchini, ex coordinatore di Forza Italia, passato a Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 2019, che ha annunciato l’autosospensione dal partito dopo aver annunciato la candidatura a sostegno, anche lui, di Gianni Di Pangrazio.

Provocando l’ira dello stato maggiore del partito: il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, il coordinatore provinciale Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e il coordinatore cittadino Roberto Alfatti Appetiti, che in una nota hanno tagliato corto: “Apprendiamo di “autosospensioni” dal partito che reputiamo irricevibili dato che Fratelli d’Italia non è un taxi da cui salire e scendere per l’occorrenza e a convenienza. È evidente che chi dovesse decidere di sostenere o candidarsi in liste contrapposte a Fratelli d’Italia e al centrodestra rende inevitabilmente incompatibile la propria permanenza nel partito”

Discorso più delicato, però con un pezzo da 90 come Quaglieri.

 Difficile dire se all’origine della decisione possano esserci divergenze di vedute con il partito, piuttosto spaccato anche all’Aquila (dove il gruppo che fa capo all’assessore regionale Guido Liris sta tentando il blitz per imporre un capogruppo al posto di Ersilia Lancia, moglie del coordinatore regionale Etel Sigismondi, capo della segreteria del governatore, Marco Marsilio, anche lui di Fdi). 

O se, viceversa, sia arrivato una sorta di “liberi tutti” per non favorire nella corsa il candidato della Lega, partito con cui ormai c’è competizione anche nei sondaggi per la leadership nella coalizione.

Scenario, quest’ultimo, che però cozzerebbe con la legittima ambizione di provare a passare dalle parole (sondaggi) ai fatti (voto) e dimostrare che la crescita, di cui tanto si favella, è reale. 

Di certo il caso Quaglieri ripropone il tema di un centrodestra spaccato sia a Chieti che ad Avezzano.

Nel capoluogo teatino Mauro Febbo, Forza Italia, ha sbattuto la porta per sostenere Bruno Di Iorio, che ha messo in piedi un polo appoggiato anche da Italia Viva e da Giovanni Legnini, attuale commissario per la ricostruzione del Cratere sismico 2016-2017.

Febbo si è sospeso dal partito, ma una resa dei conti in Regione sarà inevitabile.

Ad Avezzano, invece, lo strappo è stato favorito dall’ex sindaco Gabriele De Angelis, coordinatore provinciale degli azzurri, che ha favorito, con l’appoggio del leader regionale, il senatore Nazario Pagano, la candidatura della docente Anna Maria Taccone, presidente dell’Aciam.

Dunque, il Centrodestra ad Avezzano si presenterà con due candidati, a cui si deve aggiungere Antonio Del Boccio, figlio dell’ex sindaco di Trasacco Mario, che ha presentato la sua candidatura a primo cittadino in una lista civica, anch’essa dell’area di centrodestra. Un bel rebus, insomma.