PESCARA – “Mi permetto di disapprovare, come già peraltro manifestato a voce, quanto detto pubblicamente dal professore, in particolare su ciò riguarda la sua personale ricostruzione della storia del Volto Santo di Manoppello. Un racconto, quello del professor Sgarbi, a mio avviso un po’ frettoloso, che tiene conto solo della voce dei pochissimi detrattori della nostra amata reliquia, e che forse meriterebbe un approfondimento delle fonti”.
Una sonora bocciatura, quella del sindaco di Manoppello Giorgio De Luca, del critico d’arte, sindaco e parlamentare, ospite seriale dei salotti televisivi Vittorio Sgarbi che è intervenuto ieri nella città del pescarese in serata sul tema “Manoppello e il suo Patrimonio Culturale”.
All’incontro, che si svolto all’aperto in piazza Garibaldi, coordinato dal direttore artistico del Festival Accendiamo il Medioevo Licio Di Biase, hanno preso parte il presidente del Consiglio Regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri, il presidente del Parco della Majella Lucio Zazzara, il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca e l’assessore comunale Giulia De Lellis, tutti concordi sulla necessità di avviare “una fase nuova ed inedita di condivisione e confronto sul destino della comunità a partire da patrimonio culturale identitario che deve essere volano di un nuovo rinascimento dei borghi e delle aree interne”.
Non senza polemiche, allusioni e stoccate, in particolare riferite alle misure di distanziamento sociale anti Covid, Vittorio Sgarbi reduce della discussa ordinanza emanata nelle sue vesti di sindaco a Sutri che prevede multe a chi porta la mascherina senza che sia necessario nel suo intervento ha illustrato il suo punto di vista sulla sacra reliquia del Volto Santo.
“Abbiamo trascorso senza dubbio una bella serata – ha commentato il sindaco Giorgio De Luca – ma mi permetto di disapprovare, come già peraltro manifestato a voce, quanto detto pubblicamente dal professore, in particolare su ciò riguarda la sua personale ricostruzione della storia del Volto Santo di Manoppello. Un racconto, quello del professor Sgarbi, a mio avviso un po’ frettoloso, che tiene conto solo della voce dei pochissimi detrattori della nostra amata reliquia, e che forse meriterebbe un approfondimento delle fonti. La diversità e le opinioni si rispettano – ha aggiunto De Luca – ma certo è che non si possono negare fatti storici attestati. Mi riferisco in particolare al suo racconto delle vicende che hanno portato nel 1506 il Sacro Velo nella nostra città, arrivato per mano di un pellegrino e consegnato al fisico Giacomo Antonio Leonelli. L’invito al professore, che si conferma un personaggio irriverente ed ironico e che certo saprà leggere con il dovuto senso critico questa mia breve notazione, è a tornare presto a trovarci per discutere insieme su quella che non solo per noi manoppellesi e per tantissimi fedeli nel mondo, ma anche per tantissimi studiosi e ricercatori internazionali è una delle più note reliquie della cristianità. Il Velo della Veronica è a Manoppello”.






