PESCASSEROLI – Ha vissuto per anni da povera, come una clochard arrivando a rovistare tra i rifiuti per mangiare. Alla sua morte però si è scoperto che in banca aveva sul conto circa 200 mila euro oltre a un ricco patrimonio in gioielli e oro.
È la storia di Giuseppina Bonadonna, originaria del Piemonte, che si è spenta qualche giorno fa all’età di 77 anni e che per oltre 25 anni ha vissuto in una roulotte parcheggiata in un campeggio di Pescasseroli.
È deceduta per delle complicazioni cardiache in una casa di riposo e, forse, per gli acciacchi accumulati in una vita vissuta (forse deliberatamente) in condizioni difficili: estate e inverno in quel ricovero che lei definiva la sua piccola reggia.
Unici amici i numerosi gatti, che dalla morte del marito Guglielmo Borgogna, sposato nel 1962 e deceduto nel 1996, le tenevano compagnia in cambio di qualche scatoletta. La coppia è giunta dal Nord Italia a Pescasseroli durante il boom del turismo nella capitale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dove il marito, allettato da un annuncio letto su un giornale di un ristorante che cercava un cameriere, l’ha convinta a trasferirsi.
La promessa del marito: “Se non ci piace torniamo da dove siamo venuti” (Livorno Ferraris in provincia di Vercelli, ndr).
La coppia, quindi, è arrivata nella cittadina montana con la roulotte che avevano acquistato per girare l’Italia in cerca di fortuna. Trascorso qualche anno di lavoro il marito è morto e poi sepolto nel cimitero di Pescasseroli.
Giuseppina, da allora, non è voluta più ripartire, forse per rimanere per sempre accanto a quello che era il suo punto di riferimento, il marito Guglielmo.
La donna rimasta sola nel comune abruzzese ha continuato a vivere nella roulotte sino al 2010, momento in cui è stata data esecuzione “conseziente” allo sfratto intimato dal titolare del campeggio di Pescasseroli ove era parcheggiata la roulotte.
Giuseppina è stata trasferita in una casa di riposo a Barrea, a circa 20 chilometri da Pescasseroli, e qui è rimasta fino a quando è caduta, fratturandosi un femore. Iniziate le cure presso gli ospedali per lei sopraggiunge una complicazione cardiaca. Viene dimessa dall’ospedale di Sulmona e mandata a passare i suoi ultimi giorni di vita in una casa di assistenza per anziani a Castel di Sangro, dove è morta.
La popolazione di Pescasseroli è stata sempre molto vicina alla donna: quando era in vita, a partire dai parroci e tutti i cittadini, l’hanno aiutata per quello che chiedeva, pochi soldi per l’acquisto delle bombole del gas necessarie alla stufa che utilizzava per riscaldare la roulotte e per cucinare, o la spesa di frutta e verdura che addirittura gli veniva consegnata a “domicilio” da qualche conoscente.
Molti i media che dal 2006 al 2007 si sono interessati al suo caso: in primis il settimanale “Cronaca Vera” a firma di Tommaso Vitali Rosati con due pagine e 7 foto, poi RaiTre Abruzzo, sino ad interessare nel 2007 Giancarlo Magalli che l’ha voluta nella trasmissione Rai “Piazza Grande” per raccontare la sua vita.
Nessuno avrebbe mai pensato, però, che l’anziana, sempre vestita di stracci e in condizioni igieniche precarie, custodisse un “tesoretto”: un conto in banca che supererebbe i 200 mila euro oltre a lingotti d’oro di grande valore.
Come scrive Il Messaggero, ci sarebbe anche una cassaforte piena di altri contanti tenuta in un posto che in pochi conoscono.



