L’AQUILA – Familiari e amici delle vittime della strada si danno un appuntamento virtuale per gridare ancora una volta tutti insieme, di fronte ai palazzi del potere, la loro sete di giustizia.

A distanza di un mese dalla nascita del Movimento L’Italia Vera, l’associazione Valore Donna e gli amici di “L’Italia Vera” hanno organizzato questo appuntamento “virtuale” per chedere condanne che portino a pene reali e certe per chi causa le morti sulle strade.

Elisabetta, Stefania, Erina e tante mamme e papà orfani dei loro figli, o figli orfani dei loro genitori, nella giornata di domani, e per tutto il giorno, invieranno decine di e-mail con una richiesta necessaria e le foto dei loro cari deceduti, a deputati e senatori.

“La battaglia per dare valore alla vita continua amplificata dalla perenne mancanza di ‘certezza della giustizia’” afferma l’aquilana Erina Panepucci, fiduciario del movimento ma prima di tutto mamma di Giuseppe Magnifico.

Il ragazzo, appena ventenne, è morto nel 2005 in un incidente stradale.

“In ogni mail lo stesso grido – spiega – ma fotografie diverse, il sorriso ingenuo di un ragazzo, una storia come tante, una vita spezzata e la preghiera di ascolto per un diritto e per fare sì che il sistema, che attualmente permette a chi uccide di non pagare sostanzialmente nulla, possa trovare un equilibrio necessario a evitare la strage quotidiana sulle nostre strade. Decine di mail in cui si esprime il dolore e la frustrazione, ma anche la forza e la speranza che una vita umana debba avere sempre un prezzo certo. Parole e immagini che chiameranno in causa in modo diretto la coscienza di ogni deputato e senatore, la coscienza di chi può fare davvero qualcosa per l’introduzione del reato di omicidio stradale, sempre più fondamentale”.

“Molti dicono che le leggi ci sono, la realtà è che o le leggi sono inadeguate o non sono applicate, perché le condanne non corrispondono nel 90 per cento dei casi a pene reali, sono troppi gli istituti premiali. Tra i principi della pena c’è l’effettività, indispensabile per dare valore al bene sottratto, alle vite distrutte, per educare e per prevenire. Riteniamo per questo lo Stato corresponsabile di queste morti”, afferma Barbara Benedettelli, presidente dell’Italia Vera che continua.

“Non possiamo continuare a chiamarli incidenti – sottolinea – l’incidente richiama alla nostra coscienza qualcosa che non dipende dalla nostra responsabilità, qualcosa dovuta al caso. Invece il caso spesso non c’entra. È una scelta quella che facciamo passando con il rosso o andando a folle velocità in un centro urbano. Sono reati!”.

“Il Movimento L’Italia Vera lotta contro quei meccanismi che consentono di spostare sempre più in là il prezzo da pagare per un reato commesso – conclude Erina Panepucci – e lo fa anche con azioni come l’invio delle e-mail di domani, accorati appelli di chi, nel dolore, ha bisogno di essere ancora ascoltato e chiede il ‘pagamento’ di intere esistenze rubate. Richiesta che senza condanne che portino a pene reali e certe, non vedrà mai luce”.