ROMA – La commissione Contenziosa del Senato ha restituito il vitalizio da oltre 3.500 euro al mese all’ex governatore della regione Lombardia ed ex senatore di Forza Italia, Roberto Formigoni, condannato in Cassazione a 5 anni e 10 mesi per corruzione ed ora ai domiciliari e in stato di indigenza.

Una decisione che ora consentirà di riottenere l’assegno anche all’ex governatore della Regione Abruzzo, ed ex senatore Ottaviano Del Turco, condannato in via definitiva nell’ottobre 2018 a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita nella Sanitopoli abruzzese e che per questo ha perso il suo assegno da 5.507 euro al mese. In questo caso la deroga sarà motivata dalle gravi condizioni di salute di Del Turco, che ha il Parkinson e l’Alzheimer e ha bisogno di  assistenza h24. Del Turco aveva mantenuto solo l’importo  da 1.700 euro di contributo pensionistico della Cgil di cui Del Turco è stato il numero due ai tempi di Luciano Lama.

La commissione Contenziosa ha infatti inserito una deroga alla revoca dei vitalizi, motivata dallo stato di indigenza, per Formigoni, ed ora per lo stato di salute, per Del Turco, alla delibera del 2015 con cui l’allora presidente Piero Grasso, che prevedeva la revoca del vitalizio ai condannati, fino alla loro riabilitazione.

La Cassazione nell’ottobre 2018 ha confermato la condanna per De Turco a 3 anni e 11 mesi di reclusione, nel processo per la ‘Sanitopoli abruzzese’. In primo grado Del Turco era stato condannato a 9 anni e 6 mesi per associazione a delinquere e altri reati, in appello la pena era scesa a 4 anni e 2 mesi e per una precedente decisione della Suprema Corte era stata esclusa l’associazione e nell’appello bis, svoltosi davanti alla Corte d’appello di Perugia nel 2017, la pena era stata ricalcolata in 3 anni e 11 mesi.

Ad accusare Del Turco di essersi fatto dare, quando era presidente della Regione, 850 mila euro, era stato l’imprenditore Vincenzo Angelini titolare di Villa Pini a Chieti. Con Del Turco è stato condannato in via definitiva a 3 anni e 9 mesi l’ex consigliere regionale del Pd, Camillo Cesarone. In sostanza dell’iniziale insieme di accuse sono state confermate quelle di induzione indebita per fatti avvenuti tra il 2006 e il 2007. Del Turco era stato arrestato nel 2008 ed era rimasto in carcere per 28 giorni, provocando un terremoto politico.

Per Vincenzo Angelini, invece, la Cassazione ha appena confermato la condanna a 7 anni di reclusione per la bancarotta milionaria del suo gruppo imprenditoriale e la vendita, avvenuta negli anni scorsi, di beni mobili e immobili, compresa la casa di cura Villa Pini, oltre a quadri e opere d’arte di grande valore. Nei giorni scorsi sono scattati i sequestri per 32 milioni di beni ancora nella disponibilità di Angelini, tra cui un appartamento a Chieti, due a Pescara e una villa a Francavilla al Mare, oggetti in argento, altre opere d’arte, oro e pietre preziose.

A urlare allo scandalo per la decisone della commissione Contenziosa, il Movimento 5 stelle, con  la vicepresidente del Senato Paola Taverna: che ha tuonato: “Gli italiani che ogni giorno lavorano e cercano di arrivare a fine mese ringraziano di cuore chi ha detto sì alla pensione-vitalizio per il condannato Formigoni!”

Il presidente della commissione, Giacomo Caliendo di Forza Italia,  assicura invece che “non  è stata adottata una scelta politica, ma applicata una legge”. Questo anche alla luce della legge del 2019 che ha convertito il dl sul Reddito di cittadinanza, per la quale i cittadini a cui va sospeso il pagamento dei trattamenti previdenziali sono coloro che, condannati in via definitiva (per reati che non sono di stampo mafioso o terroristico) si siano resi latitanti o siano evasi. E questo non è il caso di Formigoni che sta scontando la sua pena ai domiciliari ne tantomeno di Del Turco.