L’AQUILA – Non fu violenza sessuale.
Lo ha deciso ier il tribunale di Teramo in relazione alla vicenda che vede un aquilano di 51 anni, Giulio Crimavera, scagionato dall’accusa di aver palpeggiato una coscia alla ragazza che, il giorno di Natale del 2010, era seduta vicino a lui nel cinema Smeraldo di Teramo.
Come riporta Il Centro, dopo una brevissima camera di consiglio i giudici lo hanno assolto perché il fatto non sussiste.
I giudici hanno stabilito che non si trattò di palpeggiamento voluto, ma di un contatto involontario dovuto al fatto che Crimavera si stava aggiustando il cappotto che teneva sulle gambe.
Facendo questo, avrebbe urtato inavvertitamente la coscia della vicina. Determinante la testimonianza davanti al tribunale della stessa parte offesa. La ragazza, una studentessa universitaria teramana, ha infatti detto ai giudici di essere stata toccata da Crimavera sulla parte esterna della coscia e non di aver subito il palpeggiamento del quale si parlava nel capo d’imputazione. Di sicuro la giovane, quando avvenne il fatto, lo percepì come una molestia sessuale.
Infatti, sentendosi toccare dal vicino, urlò e si alzò immediatamente, uscendo dalla sala e richiamando l’attenzione degli addetti del cinema. Questi chiamarono i carabinieri, che al loro arrivo fermarono l’uomo mentre usciva dal cinema e lo identificarono. Successivamente la giovane ha presentato una querela contro di lui ed è scattata l’inchiesta, condotta dal pm Irene Scordamaglia.




