L’AQUILA – Porta Barete “ostaggio” del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
Scade infatti oggi il termine dei 120 giorni che la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo si era data per apporre il vicolo ambientale sulle storiche mura cittadine dell’Aquila, compresa l’area dove sorgeva una delle più antiche porte d’accesso alla città.
Area dove, a seguito dell’abbattimento di una palazzina, il civico 207, e lo svuotamento del terrapieno, è tornata alla luce l’antica struttura muraria, con il ritrovamento di reperti interessanti come un leone in pietra del tutto simile a quelli che si trovano in centro storico davanti alla chiesa di San Pietro a Coppito.
Il problema è che a firmare il decreto di apposizione del vincolo dovrebbe essere il direttore regionale uscente Fabrizio Magani, al quale, però, il ministro non ha ancora riconfermato l’incarico né ha proceduto, in alternativa, a una sua sostituzione.
Attraverso alcune proroghe, Magani è stato in sella fino al 16 aprile scorso.
A ritardare la pratica di una conferma che il ministro a parole ha più volte dato per scontata, tanto da definire il suo necessario atto “una formalità”, potrebbe essere anche la recente inchiesta per presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione di beni culturali ed ecclesiastici che sta interessando la direzione regionale abruzzese, e che ha portato all’iscrizione al registro degli indagati, tra gli altri, anche dello stesso Magani.
Dal Mibac assicurano che il termine dei 120 giorni non è perentorio, sarà solo una delle tante lungaggini burocratiche a cui gli aquilani e gli italiani hanno fatto abbondantemente il callo. Insomma, il vincolo potrebbe essere apposto anche lunedì, o nei prossimi mesi.
Dello stesso parere è la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo che ha depositato un’interrogazione parlamentare sulla mancata nomina.
“Lo slittamento di qualche giorno dell’eventuale introduzione del vincolo ambientale non avrà conseguenze dal punto di vista procedurale, ma è altrettanto vero che non è più tollerabile la vacatio del direttore regionale – sbotta ad AbruzzoWeb – A Franceschini ho ricordato anche di persona l’importanza di prendere un’immediata decisione, perché questo ritardo danneggia il recupero e la ricostruzione dei beni culturali, tra cui Porta Barete, e anche perche decine di imprese in sofferenza economica, senza tale nomina, non possono vedersi pagati il lavori già fatturati, visto che Magani era quello che firmava i mandati”, emergenza, questa, già portata alla luce da questo giornale.
In trepidante attesa anche i tanti cittadini e associazioni che si sono mobilitati per il recupero della porta, e che sognano di recuperarne al completo le mura, le due torri, la piazzetta d’armi interna, attraverso l’eliminazione totale del terrapieno realizzato dai Borboni a metà ottocento, per prolungare la medievale via Roma, ed anche lo sgradevole ponte in cemento armato addossato alle mura, realizzato nel secondo dopoguerra.
Restituendo così alla città il suo antico accesso orientale, più o meno come lo videro, seicento anni fa, gli aquilani di ritorno dall’eroica vittoria contro le soldataglie di Braccio da Montone, che mise per mesi a ferro e fuoco il contado. Burocrazia ministeriale permettendo. Filippo Tronca



