L’AQUILA – “Quanto affermato dal Progetto Stiffe Spa in merito all’esito della causa, avente a oggetto il trasferimento del terreno con sovrastante casetta di legno di proprietà del Progetto Stiffe spa, ma donata dal Comune di Livigno con promessa di essere ceduta al Comune di San Demetrio, alla scadenza della concessione datata 2018 e formalizzata dai protocolli d’intesa sottoscritti dalle parti, è del tutto falso e non rispondente a quanto contenuto dalla sentenza in questione del 30 maggio 2023 emessa dal Tribunale Ordinario di L’ Aquila”.
Lo scrive in una nota l’avvocato Marco Mastracci, per conto del Comune di San Demetrio, come durissima risposta alla nota di ieri della società Progetto Stiffe Spa, secondo cui il Tribunale de L’Aquila, aveva invece “rigettato tutte le richieste del Comune, e gli immobili sono di proprietà della Spa, le richieste economiche del Comune non sono state accolte, la richiesta di trasferimento degli immobili improcedibile perché carente degli elementi necessari. Insomma, la gestione dell’iter giudiziario promosso dal Comune di San Demetrio è stata bocciata con la condanna a risarcire tutte le spese legali”
L’avvocato sottolinea invece che “la sentenza ha solo dichiarato improcedibile la domanda del Comune in quanto non è stato depositato titolo edilizio della struttura di legno, che purtroppo non esiste, essendo stato solo emesso un provvedimento provvisorio dall’amministrazione in carica nel post sisma e pertanto necessitava di un titolo edilizio mai successivamente rilasciato, visto gli impegni presi dalle parti a restituire la struttura al Comune. Tali impegni non sono mai stati assecondati, come si può capire e ha costretto l’ente ad agire giuridicamente e in tutela”.
Quindi nella causa in questione, “per tale ragione, veniva chiesto solo il trasferimento della proprietà del terreno (depositando la documentazione idonea per il trasferimento) e il godimento della struttura di legno, conosciuta come “villaggio Livigno In questo modo il Comune, una volta ottenuta la proprietà del terreno avrebbe potuto sanare il manufatto donato dal Comune lombardo”.
“Alla luce di quanto sopra e delle motivazioni della sentenza che, per completezza occorre porre in evidenza, per evitare che, la loro voluta omissione nel comunicato stampa del Progetto Stiffe, possa indurre in errore chi legge, il Tribunale de L’Aquila ha stabilito che i protocolli d’intesa sottoscritti all’epoca sono veri e propri preliminari di compravendita con i quali il Progetto Stiffe Spa si è obbligata a trasferire i bene oggetto di causa al Comune di San Demetrio”, e inoltre che “il prezzo di euro 6000 (seimila) pattuito all’epoca, per il ristoro del terreno, non è irrisorio ma congruo, così come accertato dal Tribunale, considerato che Progetto Stiffe ha ricevuto per il tramite del Comune dei contributi di solidarietà per il terremoto nonché somme ingenti dal Comune di San Demetrio, senza peraltro alcuna rendicontazione”
Infine sottolinea il legale: “nelle more del giudizio, il Progetto Stiffe inopinatamente ha accatastato un bene immobile abusivo e poi lo ha affittato a terzi, creando così anche un pericolo per gli avventori, essendo l’immobile privo dei controlli dovuti per legge. Proprio per questo il Comune porrà in essere tutte le azioni previste per legge a tutela dell’incolumità della cittadinanza, degli avventori e dell’ente, contro le azioni messe in atto da Progetto Stiffe Spa”.






