CHIETI – Quattro biciclette elettriche ed una borsa di studio, in cambio della realizzazione di una centrale elettrica a Villa Santa Maria, provincia di Chieti, capace di fruttare ai privati 30 milioni di euro.

Una centrale grande come tre campi di calcio affianco una chiesa dello XI secolo, a servizio di un mega impianto da 47 pale eoliche alte 135 metri, che sarà realizzato nella media valle del Sangro.

Questa è la compensazione economica proposta al sindaco di Villa Santa Maria, Giuseppe Finamore, da parte della società romana Civitaluparella Wind che opera in sinergia con la Terna, la società che in Italia gestisce la rete elettrica. 

Compensazione che è stata sdegnosamente respinta al mittente nel corso di una conferenza dei servizi del giugno scorso.

Diniego a cui ha fatto seguito un ricorso al Tribunale amministrativo regionale depositato il 30 ottobre scorso,  in cui si chiede di annullare le autorizzazioni siglate dalla Regione Abruzzo e l’ok del Comitato di valutazione dell’impatto ambientale, perché la centrale è stata considerata come ampliamento di una sottostazione esistente, invece, contesta il Comune, si tratta di un nuovo insediamento.

E questa è solo una delle iniziative messe in campo da amministrazioni comunali e comitati di cittadini del medio Sangro contro un progetto che oltre sottostazione di centrale di Villa Santa Maria, prevede l’innalzamento di 12 aerogeneratori in cima al Colle del Vento, tra i territori di Civitaluparella, Montelapiano e Fallo, da parte della Civitaluparella Wind.

A cui si aggiungono 13 pale della Dea srl, distanti meno di un chilometro, più le 25 pale della società Enerm srl di Lanciano (Chieti), di cui diciotto dei territori di Civitaluparella e dei confini.

Insomma, 47 aerogeneratori in appena 50 ettari di terreno. Troppo, per un territorio votato al turismo e dove la bellezza del paesaggio viene ritenuta un bene non negoziabile. 

A presentare ricorso, anche il Comune di Civitaluparella.

“La centrale – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco Finamore – avrebbe un impatto disastroso, perché sorge a pochi metri dalla chiesa, dell’undicesimo secolo, della Madonna in Basilica, un complesso benedettino molto vistato dai turisti, sopra un’area archeologica, vicino ad un fiume. E quello che è accaduto nella conferenza dei servizi di giugno è stato emblematico: la società Civitaluparella Wind e la Terna hanno dimostrato di tenerci in scarsissima considerazione. Quattro biciclette elettriche costano meno di mille euro l’una ed una borsa di studio da 4 mila euro l’anno per 15 anni, è una proposta che abbiamo ritenuto una vera e propria presa in giro. Chi gestirà l’impianto guadagnerà decine di milioni di euro l’anno e a noi che dovremmo subire pensanti conseguenze negative, ci offrono solo spiccioli”.

A febbraio di quest’anno, il Comune insieme ad alcuni cittadini ha presentato anche un esposto alla Procura di Lanciano, in quanto la centrale, oltre al fatto di sorgere in zona con vincolo paesaggistico, ricadrebbe anche in zona agricola e archeologica soggetta a dissesto idrogeologico.

Tra gli argomenti avanzati da comitati e sindaci, anche quello che fa riferimento ai dati del Gse, il Gestore servizi energetici, società pubblica controllata dal ministero dell’Economia, aggiornati al 2012, secondo cui l’Abruzzo produce già il 30 per cento di energia in più rispetto al proprio fabbisogno ed è tra le regioni in Italia che supera la quota richiesta come energia prodotta da fonti rinnovabili. 

Per quanto riguarda l’eolico, già si supera la potenza erogata di di 230 megawatt. Che, sostengono i sindaci, basta e avanzano anche perché i profitti sono comunque garantiti dai soldi dei contribuenti erogati attraverso gli incentivi.

“Non sono contrario ai parchi eolici – spiega il sindaco – ma quello che interessa il nostro territorio è devastante. Non è giusto che qualcuno faccia business notevolissimi a discapito di tutto il resto. Noi ci vantiamo di avere un istituto alberghiero, il ‘Marchitelli’, con 150 studenti, prestigioso a livello internazionale, ed è per noi strategico mantenere il territorio integro ed attraente anche dal punto di vita paesaggistico. Abbiamo già subito interventi impattanti come il viadotto e la centrale idroelettrica, ora basta. Non ci si può riempire la bocca di sviluppo turistico e di rilancio delle aree interne, e poi tenere la bocca cucita davanti a progetti come questi che vanno nella direzione opposta”.