CHIETI – Il tesoro d’arte del re delle cliniche, Vincenzo Angelini, è ormai quasi completamente venduto.

Secondo quanto riporta il quotidiano Il Centro, il 97 per cento del valore patrimoniale è stato aggiudicato, con un bottino di circa 3 milioni 700 mila euro, a imprenditori, galleristi, collezionisti di 47 nazioni del mondo.

La collezione Angelini comprendeva opere di notevole valore artistico ed economico, come il quadro di Marc Chagall Les amoureux sur le fond jaune (nella fondo in fondo), per il quale il martelletto è stato battuto a 300 mila euro.

Va sottolineato che le opere sono andate letteralmente a ruba nonostante non sia stato praticato alcun ribasso per non svendere la collezione, anche perché ogni singolo euro è necessario per pagare i debiti del gruppo.

Secondo quanto diffuso dal giornale, i lotti finiti all’asta, tra dipinti e disegni, incisioni e sculture, sono stati 137; tra mobili, tappeti, altri arredi, marmi e beni non catalogati 186.

A curare tutta l’aspetto scientifico della complessa operazione è stata la casa d’arte di Roma Gioielli di carta di Claudia Bonino con gli esperti Aldo e Matteo Smolizza, che si sono avvalsi di consulenti di tutto il mondo, da Hong Kong, all’Inghilterra, agli Stati uniti.

A complicare ulteriormente le operazioni c’è stato il misterioso furto di tutti i certificati originali che attestavano la autenticità delle opere.

Per questo motivo, per ogni pezzo si è dovuta ricostruire la tracciabilità e stilare un nuovo certificato di autenticità.