PESCARA – Ci sono ancora molti dubbi oggi nei confronti della massoneria, forse perché in realtà se ne ha ancora una vecchia concezione storica che la inserisce in un mondo occulto, fatta di simboli e di chissà quali segreti.
La Chiesa, poi, non ha di certo favorito la massoneria e l’Italia ha fatto fatica ad accettarla e a conoscerla meglio.
Oggi, però, la massoneria sta tentando di ripulirsi delle vecchie teorie e lavorare perché venga accettata come un semplice “circolo culturale” in cui si discute, ci si confronta e si evitano discorsi politici che potrebbero accendere gli animi.
Per avere una definizione più concreta di questa realtà, AbruzzoWeb ha intervistato un giovane massone (34 anni) originario della provincia di Pescara, che non vuole si riveli il suo nome; risposte, le sue, che aiutano a comprendere molto di più il concetto di “massoneria moderna”.
Molti non riescono a dare una vera definizione di “massoneria”: che cos’è in realtà e com’è nata?
La massoneria in realtà è sempre esistita; la moderna massoneria è nata nel 1717 con la Gran Loggia Blu inglese, da cui partono tutte quante le altre ma la sua origine esoterica si perde nella notte dei tempi: c’è chi fa risalire la sua diffusione al tempo degli Ittiti, chi al tempo delle piramidi egizie; e questa sembra essere l’ipotesi più vera perché gli Egizi sono stati costruttori di piramidi che, però, in seguito sono state sostituite dalle cattedrali, strutture rilevanti nella simbologia massonica. Storicamente parlando, per esempio, la Rivoluzione francese è figlia della massoneria; per essere pratici: all’interno di ogni tempio massonico c’è scritto “liberté égalité fraternité” e sono proprio questi i principi base dei nostri incontri.
Oggi la massoneria non è altro che un’associazione culturale composta da un’élite di persone, ma questo ha una spiegazione: gli argomenti e i temi che vengono trattati richiedono un livello culturale piuttosto elevato, motivo per cui, coloro che non sono culturalmente preparati, in genere non si avvicinano a questa realtà. È un luogo che ha un’organizzazione di tipo piramidale dove ci si confronta per crescere e migliorarsi ed è composta da logge, circoscrizioni e il Grande Oriente; la loggia fa capo all’Oriente, ed è il Maestro Venerabile che la coordina.
In che modo si diventa massoni? E quando si è avvicinato alla massoneria?
Si diventa massoni quando si è presentati da un altro fratello, questo tecnicamente. Mi sono avvicinato alla massoneria all’età di 16 anni, quando ho iniziato a leggere libri relativi a questa realtà che ho capito essere diversa da quella descritta dall’immaginario collettivo. L’età minima per entrare è di 18 anni, io sono entrato a 26 e ho dunque iniziato a far parte di nuova generazione di massoni, di cui faccio ancora parte ovviamente.
L’età media è bassa ora, ma è anche vero che i mezzi d’informazione permettono di avvicinarsi prima alla massoneria, che incuriosisce molto. Ho partecipato alla prima conferenza sulla massoneria a 17 anni a Pescara e il titolo se non ricordo male era “La massoneria nella vita moderna”. Si parlava di come il massone vede il mondo e ciò che lo circonda. Inutile dire che il mio interesse è cresciuto sempre di più e ho deciso che non avrei potuto non farne parte.
All’interno di una Loggia ci sono gradi da rispettare, in che modo vengono stabilite le gerarchie?
Ovviamente molte sono le obbedienze presenti in Italia, ma quella di cui parlo io è il “Grande Oriente d’Italia” che conosco da vicino: è stata fondata nel 1805 e si trova a Roma a Villa il Vascello. Iniziamo con il dire che le gerarchie vengono individuate per elezione, qualsiasi scelta all’interno del “gruppo” avviene per votazione proprio perché c’è un grande rispetto dell’equità, ma anche del grado: possono votare solo i maestri, dunque bisogna diventare prima maestri per poter accedere alle votazioni e alle scelte. Dapprima si è apprendisti, poi si è compagni, ma una costante frequenza nel Grande Oriente d’Italia premia con il passaggio al ruolo di maestri, si è sottoposti a un rituale con cui coloro che sono già maestri in un certo senso festeggiano la “maggiore età” del nuovo maestro che finalmente può ricoprire un ruolo nella vita democratica massonica.
Si parla tanto di un principio base che è la democrazia, ma come mai all’interno di questa realtà non ci sono donne? C’è una “simbologia” dietro questa assenza?
Sì è proprio così. Non ci sono donne, ma la loro assenza è giustificata con l’esoterismo. La simbologia nella vita massonica è molto importante e spiega molte cose: il simbolismo del Sole è riferibile alla figura maschile, il simbolo della Luna, fertile, è legato alla figura della donna. In realtà non è vero che non esiste una massoneria femminile anzi, all’interno della massoneria “Grande Oriente” esiste un’organizzazione che si chiama “Stelle d’Oriente” e tutte le donne maggiorenni che vogliono posso prendere parte alle attività: è del tutto femminile e lavora parallelamente a quello maschile, cambiano ovviamente solo i simboli ed anche per entrare nel gruppo “Stelle” bisogna essere parenti di qualcuno che è già inserito all’interno o avere rapporti di conoscenza con una sorella massone.
È cambiata la massoneria nel corso della storia? Se sì, in cosa?
In realtà la massoneria moderna è cambiata poco nei princìpi, ma tanto nel modo di rapportarsi alla società. Oggi c’è una maggiore apertura verso l’esterno, ma non basta; se ne parla molto di più e con l’arrivo del Grande Maestro Gustavo Raffi, che ha fatto opera di comunicazione si è riusciti anche a eliminare i preconcetti falsi del passato. Noi per esempio siamo legati a un pensiero base, “tutto ciò che non si conosce non va temuto”, dunque probabilmente la massoneria in passato faceva paura proprio perché era meno nota. Da sempre la promessa massonica pone le leggi dello Stato al di sopra di tutto e nella nostra epoca sicuramente si basa molto di più su concetti filosofici ed è meno attiva rispetto al passato.
Si è parlato di simbologia, di esoterismo e di filosofia, ma qual è il rapporta tra la massoneria e la Chiesa? E qual è per esempio il vostro concetto di “divinità”?
Questa è una domanda interessante soprattutto perché ha una premessa importante a monte: per entrare in un gruppo massonico bisogna credere in una divinità che può essere una divinità qualsiasi; democraticamente questa divinità che può essere anche diversa per ognuno di noi e viene chiamata “Grande Architetto dell’Universo”, è sicuramente un concetto molto generico ma abbraccia tutti i credi. All’interno del tempio si dice che è vietato parlare di politica e religione proprio per evitare dissidi tra fratelli che hanno convinzioni personali. Il massone ha un credo è che è alla base di una ricerca, ossia del miglioramento del sé, infatti è molto importante l’idea secondo cui “migliorando se stessi si migliora il mondo”. Chi entra in questo mondo deve fare un cammino e deve lavorare parecchio su se stesso. Non è un caso se all’interno del tempio c’è un muro definito “incompiuto” proprio perché non è finito e tale muro deve ricordare ad ognuno di noi che il lavoro sul “sé” dev’essere portato a termine.
Il rapporto tra massoneria e Chiesa è da sempre molto complesso, quest’ultima ha sempre accusato la massoneria che rivendica il libero pensiero. Il massone è l’uomo del dubbio quindi la Chiesa, che è dogmatica, di sicuro non è d’accordo con la massoneria e in alcuni casi, durante la storia, ha cercato anche di combatterla: il massone è l’uomo del discutibile, deve esserlo sempre e deve essere sempre alla ricerca di verità, ma deve cercare da solo, mai farsi aiutare o accogliere suggerimenti. La massoneria moderna s’ispira particolarmente a Giordano Bruno: non dimentichiamo che il “mea culpa” di Giovanni Paolo II chiede scusa per tutti i crimini compiuti dalla Chiesa tranne che per il processo e la sentenza a Giordano Bruno, considerato l’eretico per eccellenza.
Pensa che la massoneria subirà altri cambiamenti nel corso della storia?
Difficile rispondere, soprattutto perché la massoneria cambia parallelamente alla società, è uno spaccato della società quindi se cambiano gli uomini cambia anch’essa. In questo momento in Italia stiamo lavorando molto per concederle un’apertura mentale maggiore in merito all’argomento: Paesi come Inghilterra, Francia, Usa non hanno paura di parlare liberamente di questo argomento, in quei Paesi le sedi massoniche sono tranquillamente indicate con cartelli stradali, mentre in Italia siamo ancora soggetti all’anonimato e forse il problema è proprio la Chiesa.
A proposito di questa lenta emancipazione che interessa la massoneria in Italia, è possibile che nel nostro Paese aleggi una sorta di razzismo ideologico?
Personalmente non credo si tratti di razzismo ma semplicemente di poca conoscenza, figlia di un retaggio culturale italiano che ha sempre navigato contro. “In primis” la Chiesa, come già detto, l’ha avversata, quindi penso che sia normale che abbia difficoltà nell’essere compresa; poi non bisogna dimenticare che durante il fascismo fu vietata, la libertà di certo non era ben vista in quel periodo. C’è stato un altro grande limite imposto alla massoneria dallo scandalo della “Loggia P2” che ha fatto i suoi danni, purtroppo infangando il nome della pura massoneria, però poi è stata chiusa ed abbattuta.
Che c’è da chiarire su quella vicenda?
P sta per “propaganda”, “2” è il numero della loggia, che è seconda, perché appunto fondata in seguito per dare la possibilità a quei fratelli massoni che non potevano vivere la vita massonica normalmente in quanto avevano impegni di vita quotidiana, dunque si trattava di una loggia trasversale; quando questa loggia si è accresciuta anche molti personaggi noti e importanti hanno iniziato a frequentarla vista la grande tolleranza, e l’allora Grande Maestro Licio Gelli ha cominciato a operare in autonomia senza rispettare le effettive regole del Grande Oriente: diventata insostenibile la situazione sono stati tutti espulsi, e le colonne del tempio sono state abbattute. Sicuramente si trattava di una Loggia deviata perché non ha operato in modo regolare. Mi viene da paragonare la P2 impazzita come la Uno Bianca della Polizia dove le persone abusano del proprio potere solo per scopo personale, certo questo non li etichetta come assassini ma nel fare ciò che vogliono pensano di poter essere al di sopra di tutti, non rispettando nel caso della massoneria, i propri fratelli.
“Grande Oriente d’Italia”: che cos’è in realtà? Come avvengono gli incontri?
Posso rispondere solo per conto mio, non posso parlare degli altri massoni perché una delle prime regole è proprio il silenzio, non a caso non posso fare il nome di chi mi ha presentato come apprendista all’interno della Loggia però posso fornire notizie in più su questo “circolo di discussioni” . Tutte le massonerie sono definite “Grandi”, il termine “Oriente” però significa “obbedienza” e non è difficile capire perché in base a quanto detto in questa intervista. La prima è stata la Loggia Ausonia di Torino, sorta nel 1805, al momento però ce ne sono più di mille con più di 20 mila iscritti. Tra i grandi nomi storici che ne hanno fatto parte ci sono Garibaldi, D’Annunzio, Totò, che ha addirittura scritto “La Livella” di carattere massonico ed esoterico; la livella, di per sé, è un simbolo massonico proprio perché mette tutto sullo stesso livello. Durante i nostri incontri il Maestro Venerabile sceglie un tema di discussione e incarica un fratello di scolpire una tavola sul tema che è stato scelto; dà poi il via alla discussione e ognuno porterà il suo “mattone” per la costruzione del tempio che è il tempio, appunto, della conoscenza di se stessi e di ciò che siamo. Il simbolismo che tanto ha spaventato nel corso del tempo non è altro che identificazione storica e non s’identifica con nulla di arcano.
Nelle foto: grembiule bianco da apprendista (grado d’ingresso), grembiule verde livello intermedio (“compagno d’arte”), grembiule rosso livello alto (“maestro”)






