L’AQUILA – Conto alla rovescia per il super-vertice a Roma tra il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente.

Una riunione-chiave, da cui potrebbero uscire decisioni cruciali per il destino del Comune e anche della rinascita del capoluogo, come il ritiro o meno delle dimissioni e l’assetto della governance della ricostruzione.

Incerta la partecipazione, che Cialente dice di aver richiesto egli stesso, dei due rappresentanti del governo in Abruzzo: il commissario delegato, Gianni Chiodi, e il vice commissario vicario, Antonio Cicchetti.

“Questo – dice il primo cittadino, in viaggio verso la Capitale – è un incontro del governo con il Comune dell’Aquila per fare il punto. Il governo è sia Gianni Letta, sia i due commissari. Vediamo cosa dicono, se va bene, se va male”.

Secondo alcune ipotesi della vigilia, oltre a chiedere risorse per far quadrare il bilancio comunale, che dovrebbero arrivare, il primo cittadino potrebbe chiedere anche la testa dei due commissari e del responsabile della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

Un’eventualità difficile da realizzare, e che comunque alla vigilia viene smentita dallo stesso Cialente.

“Non vado a chiedere che saltino teste, non l’ho mai chiesto – tuona – Vado a porre il problema del bilancio, che non è un problema di Cialente sindaco, ma è della mia gente. Vado poi capire il problema della governance, con questo commissariamento su tutto, tutto, tutto”.

Da questo tavolo romano si gioca anche l’eventuale ritiro delle dimissioni, che va fatto entro i prossimi due giorni, prima che diventino irrevocabili.

“Se il governo ritiene che vada tutto bene – spiega il sindaco – sentirò i capigruppo e vedremo se si vuole andare avanti o se al contrario si preferisce che venga l’ennesimo commissario. Tanto il Comune è già commissariato di fatto. Non siamo neanche padroni di fare noi una ricostruzione veloce”.

Cialente ripete di non voler chiedere che saltino teste, ma nei mesi scorsi spesso si è scontrato con il capo della Stm, Fontana.

“Quando sbagliano i miei o qualcun altro – afferma su questo – lo si deve dire. Se poi Chiodi e la struttura tecnica di missione stanno indovinando tutto si vede che sbaglio io. L’unico che ha il coraggio di dire che sbagliano è Cialente, come al solito”.

E alla domanda a bruciapelo su cosa farà se Letta gli chiederà il ritiro delle dimissioni, il sindaco sta attento a non sbilanciarsi.

“Non lo so, adesso vediamo. Non voglio banalizzare – conclude – L’Aquila si trova in uno dei momenti più pericolosi della sua storia e ieri, nel tavolo dei decisori, c’era un solo aquilano che mangia e dorme qui e hai i figli che vivono qui. Indovinate chi era?”.