L’AQUILA – “Nei prossimi giorni sentiremo l’Ambasciata americana a Roma, farò in modo che ci diano una mano sulla vertenza Ball. L’azienda non deve abbandonare il territorio, soprattutto perché lavora per multinazionali che non faranno fatica a sostenere questa importante realtà”.
Così il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, in visita stamattina all’Aquila, ha commentato la delicata situazione della Ball di San Martino sulla Marrucina (Chieti) dopo che l’azienda ha annunciato la chiusura dello stabilimento per Natale, lasciando a casa circa 70 lavoratori.
Il Mise ha convocato un’altra riunione per il prossimo 30 novembre. In quella sede l’azienda dovrà dire se sospende la procedura di licenziamento e presenta la domanda di cassa integrazione di un anno per la deindustrializzazione del sito.
Pessimisti i sindacati: Dorato Di Camillo della Fim Cisl lamenta in particolare il modo in cui la Ball si è comportata fino a oggi, sospendendo addirittura la produzione nello stabilimento che fornisce lattine di alluminio, formato sleek da 33cl, a Coca Cola, Nestlè, Campari, Carlsberg, Peroni, Birra Castello, San Benedetto, Heineken, Ferrero.
La multinazionale aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di San Martino sulla Marrucina (Chieti) entro fine dicembre quando, con ogni probabilità, delocalizzerà in Serbia. Nel frattempo, nei giorni scorsi, la Ball ha anticipato il “regalo” di Natale con una semplice lettera affissa sulla bacheca aziendale, comunicando di aver cessato la produzione per “motivi di efficienza, qualità e sicurezza”.
I lavoratori, che non riescono a spiegarsi l’atteggiamento dei vertici aziendali, ormai esasperati, si sono rivolti ai clienti con una richiesta disperata di aiuto.
“Noi chiediamo, alla luce del vostro codice etico, di fare voi stessi da interlocutori, chiedendo alla Ball di tornare sui propri passi. Vi chiediamo di raccogliere e condividere la nostra rabbia nei confronti di chi non ha rispetto per il nostro lavoro, le nostre famiglie, le Istituzioni e quindi, il nostro paese. Ve ne saremo immensamente grati come cittadini, lavoratori italiani e come consumatori”.
Il presidente vicario della Giunta regionale, Giovanni Lolli, ha usato toni duri: “L’azienda prosegue sulla strada della sordità ad ogni richiamo di ragionevolezza. Tutta la procedura fin dall’inizio si è svolta con modalità e tempi totalmente irrispettosi prima nei riguardi dei lavoratori e delle loro famiglie e poi nei confronti delle istituzioni che avevano chiesto, responsabilmente, tempi necessari per costruire un percorso alternativo che salvasse il futuro dei lavoratori della Ball”.





