L’AQUILA – “Sulla flat tax sono state dette tante, troppe balle. Non è incostituzionale, non è a favore dei ricchi e a sfavore dei poveri ed è una proposta favorevole essenzialmente alla classe media. Noi vogliamo venire incontro a queste persone, vogliamo ridare respiro alla classe media che è quella che negli anni ’60, ’70 e ’80 riusciva a risparmiare, riusciva a costruirsi una casa, a lasciarla ai propri figli, riusciva a far crescere un’azienda e che invece in questa che è la fase è iniziata sostanzialmente dagli anni ’90 non riesce più a risparmiare e non riesce più a investire perché è oggetto di un’aggressione fiscale indiscriminata”.
Ad affermarlo ad AbruzzoWeb è Alberto Bagnai, senatore uscente della Lega, eletto in Abruzzo, responsabile economico del partito, componente della Commissione Finanze a Palazzo Madama, ricandidato alle elezioni politiche di domenica 25 settembre con la Lega per il centrodestra nel collegio uninominale di Chieti.
Bagnai affronta, ai microfoni di questo giornale, una delle questioni più stringenti per l’Italia, quello delle tasse, e lo fa spiegando nel dettaglio una proposta, quella della flat tax, che è uno dei “cavalli di battaglia” suoi e della Lega.
“Smontare le balle dette sulla flat tax – dice Bagnai – è facile sia a livello politico, sia a livello tecnico. La principale obiezione che viene mossa sarebbe quella di incostituzionalità, in quanto imposta non progressiva e addirittura di regressività, cioè si pensa che si tratti di una imposta che favorisce ricchi rispetto ai poveri. Ci sarebbe da chiedersi, però, per quale motivo i grandi media che di solito rispondono a grandi interessi finanziari e grandi patrimoni ci attaccherebbero così tanto e su tutti i fronti, visto che i grandi interessi finanziari e i grandi patrimoni sarebbero facilitati dalla flat Tax, ma la verità è che quella della flat tax è una proposta favorevole essenzialmente alla classe media”.
“Dopo un lungo dibattito – prosegue il senatore leghista – la sinistra finalmente ha deposto le armi: due suoi ‘alfieri’ cosiddetti tecnici ma in realtà degli agitprop di sinistra come sono i colleghi Perotti e Tabellini, già a loro tempo fautori dell’austerità e di tutte le politiche di sinistra hanno dovuto ammettere che la flat tax non viola alcun principio costituzionale. Lo hanno fatto in modo un po’ rozzo, ma lo hanno comunque fatto, riconoscendo che la Costituzione dice che il sistema tributario è improntato a criteri di progressività. Se, come mille volte noi abbiamo detto, dovesse essere progressiva ogni singola imposta allora sarebbe incostituzionale l’Iva, sarebbe incostituzionale l’Ires, sarebbe incostituzionale l’Irap, sarebbe incostituzionale praticamente tutto. Mentre non è così”.
“Quindi – continua Bagnai – hanno fatto questa osservazione un po’ superficiale ma comunque, diciamo così, tombale sul dibattito. Perché sapete che le cose se sono di buon senso non hanno diritto di cittadinanza, se vengono dette da persone che a torto o a ragione incarnano un principio di autorità, allora la sinistra si acquieta”.
“La verità è che già oggi – dice ancora l’esponente della Lega – e devo questa consapevolezza al fatto di dover studiare queste cose in Commissione finanze e al fatto di essere stato al tavolo che già si è mosso nell’ultima legge di bilancio verso la direzione della flat tax, è che già oggi l’imposta sul reddito delle persone fisiche deve la sua progressività non alla progressione delle aliquote, o meglio, non solo, ma principalmente ai meccanismi di deduzione e detrazione dall’imposta. E sono garantiti ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, ai pensionati. Ovvero: applicare l’aliquota al reddito imponibile è solo il primo passo nel calcolo delle imposte che si pagano. Dopo, a valle, si sottraggono delle somme che sono appunto le detrazioni. E l’imposta pagata e progressiva perché queste detrazioni diminuiscono quanto più una persona guadagna”.
Secondo Bagnai, inoltre, “nella proposta della flat Tax ci si sofferma sul tema dell’aliquota, ma non si va mai a vedere qual è l’aspetto realmente innovativo: mentre oggi queste somme sottratte all’imposta lorda sono detrazioni dall’imposta riferite al singolo contribuente, la nostra proposta intanto si articola sul concetto di famiglia fiscale e poi sottrai dall’imponibile e quindi deduce delle somme che sono proporzionate alla composizione di questa famiglia fiscale, per cui, chiaramente, un single ha una certa scala di deduzioni, mentre una famiglia con due figli a carico ha altre deduzioni, una famiglia in cui entrambi i coniugi lavorano ha altre deduzioni. Dunque, non si parla mai del fatto che la nostra proposta si articola sul concetto di famiglia fiscale, un tema importante, e non si parla mai del fatto che è progressiva perché ci sono appunto queste deduzioni che vanno a scalare esattamente come oggi vanno a scalare le detrazioni al reddito per lavoro dipendente”.
“Ma una volta che qualcuno si è accorto di questo – precisa quindi – si è passati ad una seconda linea di attacco, che non so se è stata colta perché è un dibattito molto futile, da un altro pezzo di sinistra, che lamenta il fatto che la flat tax sarebbe troppo complicata. Allora, io vorrei far presente una cosa, cioè che il sistema fiscale attuale è incredibilmente complicato per motivi buoni e cattivi. Nessuno di noi in realtà è in grado di sapere qual è l’imposta che pagherà, perché c’è un’infinita di bonus e detrazioni dall’imposta e dipendono da fatti contingenti. Per esempio, se in montagna metto un piede male su una pietra e mi lesiono un legamento per cui devo fare una tac, poi quella la detraggo almeno in parte. L’anno dopo, quanta imposta pagherò nell’anno precedente in realtà non lo so né ex ante ed è molto spesso difficile da calcolare ex post”.
“Quindi, se vogliamo fare questo tipo di ragionamento, in realtà già nel sistema attuale su circa quaranta milioni di contribuenti abbiamo quaranta milioni di aliquote medie. Ecco, allora, che il punto di forza della flat tax non è solo che semplifica il sistema delle aliquote, ma soprattutto che semplifica il sistema delle deduzioni e delle detrazioni”, precisa ancora il senatore, secondo cui “Noi non pensiamo di introdurre una riforma così ambiziosa con un colpo di bacchetta magica dall’oggi al domani. C’è un percorso per cui sono sono già stati affrontati diversi passi. Purtroppo, c’è anche questa idea portata avanti da certi commentatori secondo la quale la flat tax sarebbe contro i contribuenti meno meno abbienti. Un’idea totalmente sballata riportata anche da testate prestigiose come Corriere della Sera, a dire il vero con mio moderato stupore visto che ormai mi aspetto di tutto. Sul Corriere, sono state pubblicate delle tabelle totalmente false che confrontavano quello che paga un contribuente nel regime attuale mettendoci tutte le detrazioni con quello che pagherebbe con la flat tax senza considerare però le deduzioni”.
“Le coperture? Questo è un tema che può essere risolto o perché le regole europee sono sospese, o perché siamo spendendo di più peggio per altre cose come il reddito di cittadinanza”, risponde poi Bagnai alla domanda su dove e come trovare i soldi per la proposta di flat tax, per poi rispondere alla domanda sui rischi di mancata garanzia dei servizi ai cittadini attraverso le tasse: “Con i servizi come si fa se si pagano meno tasse? Si tratta di una preoccupazione che spesso viene sollevata da sinistra, la sinistra che ha tagliato gli ospedali, che ha tagliato i tribunali, che ha tagliato qualsiasi cosa, che ha portato che ne so il tetto del contante a mille euro per contrastare l’evasione fiscale, che ha messo la fatturazione elettronica. Quella sinistra che abbiamo imparato a conoscere, insomma, si preoccupa molto del fatto che non daremo più servizi ai cittadini abbattendo di altri 9 miliardi il carico. Beh, se semplicemente sostituiamo una misura di equità fiscale con una misura come il reddito di cittadinanza che non è servita ad avviare le persone al mondo del lavoro e che si presta a continui abusi e di fatto alimenta il lavoro nero, direi che parità di spesa, spostando soldi da una cosa che non funziona a una cosa che ha dimostrato di funzionare…”.
“E poi – conclude – con la flat tax le famiglie potranno spendere di più e quindi alimentare il circuito dell’economia. La famiglia compra il pane, sul pane paga l’Iva, il panettiere paga le imposte e un dipendente e quel dipendente paga le imposte. Dobbiamo uscire dai ragionamenti ‘statici’. Dobbiamo invece ragionare considerando l’intero spettro delle conseguenze economiche: abbassamento delle imposte è una misura espansiva che genera prodotto interlo lordo e genera gettito. E con quel gettito si possono ovviamente finanziare servizi migliori più diffusi sul territorio”.






