L’AQUILA – Alla luce delle novità sul ruolo del coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, iscritto nel registro degli indagati per il famoso Progetto C.a.s.e., il Partito democratico in una nota chiede di fare chiarezza.

“Il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro – si legge – sulle intercettazioni che hanno chiamato in causa il presidente Gianni Chiodi, il 18 febbraio 2010 rivolse cinque pubbliche domande al presidente della Regione; tre di queste riguardavano proprio il rapporto con Verdini e l’imprenditore Fusi. Per quali motivi l’onorevole Verdini le ha passato al telefono l’imprenditore Fusi? A seguito di quella telefonata sono seguite altre telefonate o incontri? Lei è stato messo a conoscenza e coinvolto, in qualche maniera, nella presunta regia nazionale nel favorire la costituzione del consorzio di imprese Federico II che avrebbe ottenuto appalti a L’Aquila? A quelle domande Chiodi rispose tassativamente che Fusi non lo conosceva, né lo aveva mai ricevuto o incontrato, insomma quella telefonata fu di mera cortesia e che un caffè non si nega a nessuno”.

“Da notizie di stampa – attacca D’Alessandro – appare chiaro che Verdini si è occupato della vicenda. Sta di fatto che Verdini ha passato al telefono a Chiodi l’imprenditore Fusi, finito nelle inchieste, e sta di fatto che poi quel Consorzio all’Aquila gli appalti se li è aggiudicati”.

“Io – riprende l’esponente del Pd – sono fermo alle risposte di Chiodi alle mie domande di allora, né credo e né ho elementi per affermare il contrario. Né posso credere che abbia incontrato o sentito successivamente l’imprenditore Fusi, perché Chiodi ebbe ad affermare in quella occasione: ‘Mi chiuderò in un bunker e mi rifiuterò di incontrare gli imprenditori, altrimenti come niente finisco nel tritacarne’. Ma alla luce dell’iscrizione nel registro degli indagati di Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, partito del presidente Chiodi, voglio formulargli tre nuove pubbliche domande”.

Segue l’elenco dei quesiti di D’Alessandro. “Presidente – chiede – lei affermò il 18 febbraio le testuali parole ‘nel momento in cui venissero accertate le illegalità non esiterei a muovermi… Anche facendo costituire parte civile la regione Abruzzo’. Le chiedo, la Regione si costituirà parte civile eventualmente anche contro Verdini,  coordinatore del suo partito, qualora fossero riscontrate illegalità? L’onorevole Verdini, successivamente alla telefonata intercettata, le ha chiesto altri interessamenti per il Consorzio Federico II all’Aquila o per altre imprese? In caso affermativo, quali? Lei non ritiene, alla luce del coinvolgimento del coordinatore nazionale del suo partito, di lasciare l’incarico commissariale sulla ricostruzione favorendo la scelta di una figura terza non raggiungibile ed influenzabile dalla politica?”.