VASTO – Le testimonianze a porte chiuse di due ragazzine e quelle delle rispettive mamme hanno caratterizzato, stamane in Tribunale a Vasto (Chieti) l’udienza a carico di un terapista di 71 anni, a giudizio per la presunta violenza sessuale a carico di due minorenni.
L’uomo, ai domiciliari, ha chiesto e ottenuto dalla corte di non essere presente in aula. Lunga e spinosa la battaglia legale, che ha visto la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Agostino De Caro e Alessandra Cappa, sollevare una serie di eccezioni preliminari.
De Caro, in particolare, ha ipotizzato l’incostituzionalità della condotta del Gip del Tribunale che, a suo dire, non avrebbe potuto autorizzare il pubblico ministero a chiedere il giudizio immediato.
Eccezione rigettata dal collegio giudicante, che ha detto no anche alla inutilizzabilità dell’incidente probatorio svoltosi tempo addietro, servito a “cristallizzare” le testimonianze delle minorenni.
Il Gip poteva disporlo, in quanto poi non avrebbe potuto incidere in alcun caso sul procedimento. Dopo la consegna di una memoria difensiva di 40 pagine, la difesa ha tuttavia rinunciato, assieme alle parti civili (i legali Angela Pennetta e Antonello Cerella) ad escutere i padri delle ragazzine.
Il presidente del Tribunale, Antonio Sabusco (a latere Laura D’Arcangelo e Fabrizio Pasquale) ha poi aggiornato il processo al 15 marzo prossimo.






