L’AQUILA – “Sel Abruzzo apprezza la scelta del Comune di Vasto (Chieti) di unirsi alla Regione Puglie ricorrendo al Tar contro le concessioni del Governo Nazionale alle multinazionali per le trivellazioni al largo della costa abruzzese per la ricerca del petrolio, peraltro di pessima qualità”. A dichiararlo è il coordinatore regionale di Sel Abruzzo, Gianni Melilla.
“Al contrario la Regione Abruzzo del presidente, Gianni Chiodi, ignora completamente il problema, non ha dato nessun parer in sede di procedura della Valutazione di impatto ambientale( mentre la Regione Puglia si è inserita dando un motivato parere negativo) e non ha deciso di ricorrere al Tar contro le autorizzazioni concesse dal ministero dell’Ambiente del Governo alle tante domande avanzate da varie compagnie internazionali a partire da quelle al largo di Vasto e delle Isole Tremiti a quelle al largo della costa di Pescara, Montesilavano e Francavilla”.
“Si tratta di una decisione molto grave che denota una visione di un bene comune come il mare e la costa abruzzese che non possiamo minimamente accettare. Consentire che il nostro mare diventi un colabrodo di piattaforme per la ricerca e poi per l’estrazione di petrolio vuol dire sottovalutare le straordinarie potenzialità delle attività di pesca, di turismo, di ristorazione, di balneazione della costa abruzzese non a caso tutelata da tante riserve regionali ( a partire da punta aderci a Vasto, le leccete del Sangro, la pineta dannunziana a Pescara,il Borsacchio a Roseto ) , dal parco nazionale della costa teatina, e dall’area protetta marina del Cerrano”.
“La scelta del Comune di Vasto, che segue la decisione della Regione Puglie governata da Nichi Vendola, può essere una utile indicazione per i Comuni della costa abruzzese che possono così cercare di tutelare anche per via giuridica il loro interesse alla tutela e alla salvaguardia del mare Adriatico. Chiediamo pertanto a tutti i comune costieri abruzzesi di coordinarsi per ricorrere al TAR contro le concessuioni alla ricerca del petrolio”.





