VASTO – Crisi e cattivo tempo hanno messo un freno ai contratto stagionali e sulla riviera vastese il termometro delle assunzioni rischia di segnare risultati ancora peggiori rispetto all’anno scorso, quando si è registrato un dieci per cento in meno di occupati.
Il lungo ponte di Pasqua e del primo maggio avrebbe dovuto dare il via alla stagione ma a causa delle condizioni meteo inclementi i contratti, che di regola hanno la durata di tre mesi al massimo, potrebbero essere addirittura molto più brevi.
Sulla riviera, ricorda Il Centro, bar, ristoranti, agenzie di intrattenimento, cooperative e stabilimenti balneari nel 2017 avevano occupato circa 800 operatori. Nel 2018, il numero si è ridotto del 10%.
Nel settore balneare, sono sempre di più gli operatori che dividono il lavoro con i familiari.
“Quei contratti rappresentano comunque una boccata d’ossigeno per tanti ragazzi alla ricerca di un lavoro – dicono i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Sono diverse centinaia i laureati in cerca di lavoro iscritti al Centro per l’impiego. Negli ultimi due anni il loro numero è lievitato: pur di guadagnare qualcosa molti ‘dottori’ accettano un impiego estivo. Altrettanti sono i diplomati. E a loro si unisce un plotone di operai usciti dalle fabbriche”.
“Il brutto tempo ha rimandato tutto di un mese. A partire da metà giugno dovrebbe arrivare finalmente lavoro per il settore ortofrutticolo. La cooperativa Eurortofrutticola, come ogni anno, offrirà lavoro a centinaia di stagionali che dovranno occuparsi della raccolta, selezione e spedizione della frutta (soprattutto pesche) in tutta Europa. Alla cooperativa si aggiungono una ventina di aziende agricole del Vastese che assumono personale da giugno a settembre”.
I sindacati tornano a sollecitare controlli per contrastare eventuali forme di sfruttamento e lavoro nero, sia in riviera che nei campi. “Le grandi cooperative, così come le grandi aziende, osservano le regole. In passato è capitato che nel settore artigianale e privato non sempre ci sia stata correttezza. L’auspicio è che la crescente domanda di lavoro e la crisi non spinga qualche datore ad approfittarne”.






