VASTO – Un agente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di a Vasto, Michele Maddalena, 50 anni di Lucera (Foggia), si è suicidato la scorsa notte nel suo alloggio all’interno del carcere, sparandosi un colpo al cuore con la pistola d’ordinanza.

Il suicidio è stato scoperto solo oggi dai colleghi che non lo avevano visto prendere per il solito caffè e si sono recati nella sua stanza.

L’uomo era disteso nel suo letto e indossava in abiti civili. L’agente, separato, era padre di tre figli.

Per le procedure di legge si è recato in carcere il sostituto procuratore presso il tribunale di Vasto Enrica Medori.

Il direttore del carcere, Carlo Brunetti, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi a dire: “Siamo senza parole per un dramma che ci ha colpito nel profondo”.

Dopo aver appreso la notizia Eugenio Sarno, segretario generale Uil penitenziari, ha dichiarato: “Dolore, rabbia, costernazione, frustrazione sono i sentimenti che albergano nel mio animo. In queste condizioni emotive ogni parola deve essere soppesata. Per questo voglio limitarmi ad inviare alla famiglia e agli amici del nostro collega i sentimenti del nostro più vivo cordoglio e della sincera vicinanza”.

“Purtroppo proprio ieri – ricorda Sarno – in un incontro con il ministro della Giustizia Paola Severino, ho dichiarato che gli orientamenti del governo contribuiranno ad ammazzare un malato già moribondo: il sistema penitenziario. E a proposito di suicidi nella polizia penitenziaria che non occorrono commissioni ma condizioni di lavoro connotate da serenità”.

“Questo è il sesto suicidio di un basco blu nel 2012, il 94esimo nell’ultimo decennio. Credo non servano altri commenti – conclude Sarno – se non l’auspicio che prima o poi, meglio prima, qualcuno senta il dovere di affrontare questo dramma nel dramma”.