VASTO – No a nuovi insediamenti industriali a Punta Penne a Vasto (Chieti). È quanto chiede il comitato cittadino sorto per la tutela dell’ambiente e del territorio della città di Vasto che torna ad insistere sulla difficile convivenza tra una zona industriale, quella di Punta Penne, e una riserva naturalistica, quella della vicina Punta Aderci.
Il problema, dice il comitato civico, non sta tanto nel tessuto industriale esistente (con poche aziende grandi, le Industrie Chimiche Puccioni il cui proprietario omonimo è presidente Federchimica Italia e la Eco Fox produttrice di lubrificanti e carburanti, qualche altra industria piccola e molti insediamenti commerciali), quanto nei progetti di nuovi insediamenti produttivi.
Le due aziende più grandi, fa sapere a nome del comitato Michele Celenza, “sono in crisi e vogliono riconvertirsi, almeno la Puccioni, in aziende produttrici di energia elettrica derivante dalla combustione di biomasse (si parla di una centrale di 17 MW) e recupero di acido cloridrico ed altri materiali pericolosi”.
“Sono in ballo altre richieste cosiddette industriali – dice ancora Celenza – per l’installazione di un cementificio a livello di trasformazione del clinker già prodotto altrove e di una più piccola centrale da 4MW a combustione di olii vegetali”.
C’è poi il problema del degrado delle zone circostanti, “perlopiù adiacenti ad aree di interesse archeologico, con scarichi a cielo aperto, – riferisce Celenza – polveri e fumi costantemente già presenti”.
I cittadini scendono in campo prendendo posizione contro proposte imprenditoriali di questo genere, posizione echeggiata anche da Confcommercio Chieti e dal suo presidente Angelo Allegrino.
“Purtroppo il sindaco non decide – nota infine Celenza – e quindi lascia procedere i lavori ‘im…prenditoriali’ di pochi individui a discapito di molti cittadini. Sappiamo quasi per certo che i poteri in gioco sono forti, a causa di milioni di euro in arrivo per l’ampliamento del porto di Punta Penna”.






