VASTO – “Siamo al terzo giorno senz’acqua. Sono le ore 7 del 29 dicembre e le tubazioni del Centro storico di Vasto sono ancora a secco. Oramai abbiamo superato i livelli di guardia, ne va di mezzo il futuro di buona parte del Chietino. Non si possono lasciare cittadini e attività economiche senz’acqua per intere giornate nei momenti clou dell’anno come Ferragosto e Natale”.
Le pesanti accuse sono formulate da Nicola D’Adamo, presidente dell’Associazione Vastese della Stampa, a seguito dell’emenrgenza idirica, causata da un guasto all’altezza di Fara San Martino, all’acquedotto il verde, che rifornisce ben 37 comuni. Quasto riparato, ma in moti comuni, in particilare a Vasto, l’acqua ancora non è tornata, con crescenti disagi in particolare per gli esercizi commerciali.
“Quello che la gente non capisce – prosegue D’Adamo – è come mai la rete metanifera funziona, la rete elettrica funziona, la rete telefonica funziona, per quale motivo la rete idrica è tutta scassata? Ma la colpa non è dei poveri tecnici che anche in questo caso sono stati sottoposti a ritmi pressanti per la riparazione della falla. La colpa è dei politici (membri del Governo, parlamentari, consiglieri e assessori regionali e provinciali, sindaci e consiglieri comunali) che se non sono capaci di risolvere il problema è meglio che diano tutti le dimissioni. E per tutti si intende proprio “tutti”: vale a dire di tutti i partiti perché l’acqua non è né di destra né di sinistra. E’ un servizio essenziale di cui non si può fare a meno. Improvvise interruzioni creano gravissimi disservizi e bloccano l’economia. Si fermano ospedali, fabbriche, hotel e ristoranti pieni di ospiti, intere famiglie. Come si fa a parlare di turismo se d’estate manca l’acqua? Siccome la misura è colma, l’invito a tutti i politici è di sedersi “tutti” attorno ad un tavolo e trovare i fondi per la ristrutturazione completa della rete idrica della Sasi. Questa è la priorità delle priorità”.






