ROSETO DEGLI ABRUZZI – Arriva il caldo, arriva la tanto attesa stagione estiva e di conseguenza arrivano flotte di turisti… Ma come si può raggiungere la costa se le strade sono intasate dai mezzi pesanti? Questo è ciò che si chiede il Comitato anti-tir della provincia di Teramo.
La principale soluzione era rappresentata dalla realizzazione di una variante alla Statale 16 Adriatica per tutti i centri abitati di Roseto, Giulianova, Pineto e Silvi. Proprio come, per le Province di Pescara e Chieti, già lo è la “circonvallazione gemella” di Ortona-Francavilla-Pescara-Montesilvano-Città Sant’Angelo.
Il rappresentante del Comitato, Pio Rapagnà (nella foto), ha dichiarato che “se il finanziamento di 190 miliardi di vecchie lire, stanziati nel 1992 dall’Anas e dal ministero dei Lavori pubblici per la realizzazione della variante alla Statale 16 di Roseto, è stato dirottato e utilizzato per altre opere pubbliche di grande viabilità, la colpa è solo e soltanto degli amministratori comunali di Roseto e della Provincia di Teramo degli ultimi 18 anni, in concorso con i loro parlamentari di riferimento e rispettivi partiti politici al Governo”.
“Purtroppo per Roseto e per i suoi cittadini e residenti – continua Rapagnà – negli ultimi 18 anni tutte le amministrazioni comunali e provinciali che si sono succedute non hanno voluto la variante. Ecco perchè l’attuale maggioranza di centrosinistra, guidata dal sindaco Franco Di Bonaventura, ha pensato di cancellarne il tracciato dallo stesso Piano Regolatore Generale”.
Evidentemente, spiega Rapagnà, “c’è ancora chi, al comune di Roseto e in provincia di Teramo, rinuncia a un’opera pubblica strategica, indicata dai tecnici come opera fondamentale per la soluzione definitiva del problema del traffico”.
“L’amministrazione comunale di Roseto – afferma il rappresentante del comitato – senza alcuna forma di consultazione democratica dei propri cittadini favorisce un diverso e pesantissimo modello di sviluppo urbanistico ed edilizio della città, in spregio alla qualità della vita dei suoi residenti e turisti”.
“Se tutto ciò dovesse effettivamente verificarsi – conclude – con la conseguente perdita dell’intero finanziamento dell’opera pari a 120 milioni di euro attuali, il comitato anti-tir si dichiara pronto all’organizzazione di una contestazione popolare nei loro confronti”.





