TERAMO – “La campagna di adesione a Futuro nazionale è cominciata da pochi giorni, e sono già tanti gli amministratori e anche sindaci che ci hanno contattati, pronti ad entrare, tanti della Lega, ma anche di Fratelli d’Italia e Forza Italia, qualcuno anche di Azione”
Un nuovo protagonismo politico, per Tony Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco, in provincia di Teramo, che ad inizio febbraio ha annunciato ufficialmente la sua adesione a Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico guidato dall’europarlamentare e generale Roberto Vannacci, che è andato via sbattendo la porta dalla Lega, dove pure era il vice del leader Matteo Salvini.
Parabola politica simile del resto a quella di Di Gianvittorio, agente di commercio ed ex giocatore di rugby che nel 2019 fu eletto consigliere regionale della Lega, ma che ha fatto poi parte degli “scissionisti” che sono usciti dal partito in dissenso con la gestione dell’allora segretario regionale Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato all’Agricoltura, costituendo assieme a Manuele Marcovecchio e Simone Angelosante nel novembre 2021, il gruppo Valore Abruzzo. Infine nell’ottobre 2023 si è dimesso da consigliere regionale per correre come sindaco della sua Notaresco, sostituito nell’ultimo scampolo della prima legislatura di Marco Marsilio, di Fdi, da Simona Rompicapo.
Nomi dei primi aderenti “pesanti” in Futuro nazionale Di Gianvittorio non ne fa, “convocheremo una conferenza stampa apposita”, e in riferimento agli ultimi sondaggi che danno Futuro nazionale all’2,8% osserva: “siamo appena nati, c’è anche chi ci dà già al 4%, ma è presto per tirare le somme, c’è tanto fermento, c’è un enorme voto sommerso pronto ad emergere, tante persone mi fermano per strada per fare i complimenti, per spronarci ad andare avanti”.
E veniamo ai contenuti della nuova proposta politica. Punto fermo è la remigrazione forzata, stile Donald Trump negli Stati Uniti.
“Noi siamo per la tolleranza zero, chi viene a casa nostra deve farlo regolarmente, chi non ha le carte in regola per restare sulla nostra nazione deve andare via, deve essere messo alla porta. Se noi andiamo in un’altra nazione e siamo irregolari, ci rimbarcano il giorno dopo. Qui in Italia non si capisce il perché e per come si può restare anche come clandestini. Sfido chiunque a pensare il contrario, e la maggioranza degli italiani su questo punto è d’accordo”.
Di Gianvittorio respinge poi l’accusa per la quale Vannacci è un filoputiniano, schierato con l’aggressore, la Russia, e non con l’aggredito, l’Ucraina.
“Semplicemente diciamo che non possiamo più permetterci di dare tutte queste somme ingenti di denaro all’Ucraina. Ma poi per difendere cosa? Cioè non sappiamo cosa sta accadendo e per quanto tempo ancora. Quindi non possiamo permetterci come nazione di fare queste scelte”, afferma Di Gianvittorio.
Sul sì e il no all’aborto poi Di Gianvittorio non risponde, “il programma è in fase di elaborazione”, idem sulle politiche sociali mentre entra nel merito delle affermazioni di Vannacci relative all'”anormalità degli omosessuali”.
“L’uomo e la donna è la base essenziale della vita, ed è questa la normalità naturale”.
Infine riavvolgendo il nastro: “sono andato via dalla Lega dopo due anni e mezzo di consiglio regionale perché su tante cose che si decidevano non c’era poi la determinazione di portarle avanti. Purtroppo la Lega ha fatto questo grande errore”






