TERAMO – A oltre tre anni dall’alluvione che ha duramente colpito la Val Vibrata, la situazione è ancora di piena emergenza: ponti crollati e ancora non ricostruiti, strade interrotte e dissestate, frazioni isolate, frane che cointnuano ad avanzare.
E di fondi per intervenire a ripristinare la viabilità esistente neanche l’ombra, figuriamoci per quelli necessari per interventi preventivi di messa in sicurezza idrogeologica del territorio.
Lo hanno ribadito con rabbia l’8 luglio in un incontro a Controguerra (Teramo), i sindaci dell’Unione dei comuni della Val Vibrata, pronti allo scontro con la provincia di Teramo, accusata di immobilismo e incapacità amministrativa.
A surriscaldare gli animi anche l’ennesimo incidente stradale, avvenuto domenica scorsa a Borano, frazione di Civitella del Tronto: in prossimità della curva un uomo a bordo di una Vitara ha perso il controllo a causa del dove l’asfalto pesantemente rovinato da avvallamenti e buche, ed è finito nella scarpata sottostante, per fortuna riportando solo qualche ferita.
“Tra i dodici interventi finanziati poche settima fa dalla Provincia di Teramo dal costo di oltre 2 milioni di euro – ha tuonato il presidente dell’Unione Umberto D’Annuntiis, sindaco di Corropoli – e neanche uno è stato destinato al nostro territorio. Ho provveduto a fare recapitare con urgenza una richiesta di incontro per discutere la questione e avere, chiarimenti in merito. Non si capisce come mai, ancora una volta il territorio vibratiano, sia oggetto di discriminazione”.
L’incontro si terrà il 14 luglio e intanto i sindaci hanno aggiornato i conti della spesa,che sarà consegnata con tanto di reportage fotografico della disastrata situazione della viabilità, che in parte può essere apprezzata nella gallery pubbicata da Abruzzoweb.
Nel dettaglio, occorrono con urgenza 220 mila euro per la viabilità nel comune di Colonnella, 500mila per Corropoli, oltre 1 milione di euro per Controguerra, più altre risorse ancora da quantificare per il Comune di Corropoli.
“Non è possibile andare avanti così – spiega De Annuntiis – la nostra incolumità fisica è messa a repentaglio, per non parlare poi dei danni economici che dobbiamo subire, tanti nostri concittadini orami da tre anni di devono percorrere anche 20 chilometri in più ogni giorno per recarsi al lavoro o portare i figli a scuola. Immaginate poi i disagi che devono subire le nostre attività produttive in un territorio che vive già una grave crisi economica, e anche il comparto turistico. Ci sono alberghi, aziende agricole e agriturismi, che possono essere raggiunti solo percorrendo strade con metà carreggiata, scandite da smottamenti e crateri. Non è certo un bel biglietto da visita”.
Situazione definita ai limite del grottesco nei comuni Sant’Omero e Nereto, dove nel 2011 un torrente in piena si è portato via il ponte di Campodino, e da allora al suo posto è rimasta una voragine riempita solo da vuote promesse.
L’ultima via tweet da parte del presidente della provincia Walter Catarra, che in piena campagna elettorale, annunciava che presto sarebbero partiti i lavori, ammettendo che si era “perso un po’ di tempo per le indagini geologiche’’
I comitati cittadini, nati nel frattempo, nell’ultima tornata elettorale hanno invece invitato a disertare le urne. E i residenti hanno affidato all’ associazione dei consumatori ‘Robin Hood’, una richiesta di risarcimento danni.
Eppure stiamo parlando di un intervento modesto, per cui potrebbero bastare anche 100 mila euro.
Il ponte di Corropoli è stato invece ricostruito, e reso di nuovo percorribile nel dicembre 2013, ma ad anticipare 350 mila euro necessari è stato il Comune, sottraendoli ad altri interventi urgenti. Ed è ancora in attesa di rimborso.
“La Provincia – incalza D’Annuntiis – è ‘morta’, non mi viene altro termine per definirla, è inadempiente sotto tutti i profili, in tre anni hanno fatto solo chiacchiere. Un po’ di soldi sono arrivati da Governo e Protezione Civile, ma nella val vibrata non si sono strasformati in cantieri”.





