ORTONA, 26 MAGGIO – I carabinieri della compagnia di Ortona (Chieti) hanno eseguito nelle prime ore di questa mattina tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Chieti, Marina Valente, su richiesta del Pubblico ministero, Lucia Campo. Con le accuse di usura ed estorsione, sono finiti in carcere tre fratelli di Ortona: Fedele, Vincenzo e Carmine Spinelli, rispettivamente di 52, 64 e 50 anni. I militari hanno eseguito perquisizioni domiciliari nei confronti di altri 11 indagati in vari centri della provincia di Chieti.

Nel corso di una conferenza stampa, il comandante provinciale, Giuseppe Cavallari, e il comandante della compagnia di Ortona, Gianfilippo Manconi, hanno spiegato i dettagli dell’operazione. Le indagini hanno preso il via nel luglio dello scorso anno, quando i carabinieri hanno individuato numerose persone della zona vittime dei tre fratelli, i quali avevano loro elargito prestiti chiedendo in cambio interessi pari al 20 per cento mensili sulle somme concesse, che potevano oscillare tra alcune centinaia a migliaia di euro.

Per recuperare i crediti, gli Spinelli minacciavano le vittime e i loro familiari. Secondo quanto emerso, ma è questo un aspetto che le indagini dovranno meglio valutare, gli altri indagati avevano il compito di procurare i clienti e richiedere le somme prestate. In alcuni casi gli usurati sarebbero stati costretti ad attuare truffe ai danni di compagnie assicurative, alle quali le vittime degli strozzini denunciavano falsi incidenti stradali, simulando danni per riscuotere il premio assicurativo con cui restituire il prestito.

Non ci sono state denunce formali da parte delle vittime, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa, ma gli stessi hanno confermato alla polizia giudiziaria gli episodi. I primi dei quali risalirebbero al 2001, anche se il grosso delle estorsioni si è concentrato negli anni tra il 2007 e il 2009. Alcune decine le vittime identificate.