L’AQUILA – Primo passo verso la ricostituzione della coordinamento abruzzese della Consulta nazionale della proprietà collettiva e dei diritti di uso civico, che potrebbe tornare operativa già entro la prossima estate su tutto il territorio abruzzese.

La sezione regionale ha infatti incontrato nella sede dell’Amministrazione separata di Assergi (L’Aquila) il vice presidente nazionale della Consulta, Marcello Marian, per una prima riunione per stabilire le linee guida di “una collaborazione duratura”.

Faranno parte del nuovo organo 28 amministrazioni separate dei beni di uso civico sparse in tutto l’Abruzzo, con l’intento “di rimarcare i diritti della popolazione abruzzese che deve gestire da sé i propri possedimenti, come stabilito dalla legge – commenta Marian – I partecipanti di queste amministrazioni daranno vita al coordinamento e saranno seguiti dalla nostra consulta da un punto di vista tecnico, giuridico e amministrativo”.

“In Italia esistono 1 milione 200 mila ettari di proprietà collettiva, gestiti dai comuni e da enti agrari in forma autonoma e democratica. Dove non esistono le amministrazioni, però, spesso i comuni li gestiscono come se fossero proprietà privata, utilizzando e vendendo terreni di cui hanno solo la gestione perché patrimonio della collettività. I beni collettivi iniziano a diventare beni di nessuno  e poi beni dei furbi”.

All’assemblea, che sarà seguita da una prossima riunione e a giugno, erano presenti le amministrazioni separate di Assergi, Paganica, San Gregorio e Sella di Corno.

“La prossima vedrà una partecipazione più ampia coinvolgendo maggiori rappresentanze regionali – commenta Franco Sabatini – La consulta regionale sarà un punto di riferimento per la maggiore salvaguardia e tutela del patrimonio naturale di proprietà collettiva, anche con l’obiettivo di consolidare la conoscenza reciproca delle nostre diverse realtà e di raccogliere proposte e suggerimenti per azioni e attività di comune interesse”. (m.gal.)