L’AQUILA – “Basta conflitti dentro l’Urban center. Per sbloccare la situazione rinunciamo al posto nel comitato scientifico. Il presidente Maurizio Sbaffo, non deve far altro che convocare assemblea per le nomine, per poi iniziare finalmente a lavorare”.

Mossa a sorpresa, un passo indietro che vuole essere un passo avanti, quello dell’associazione Policentrica, annunciato da Antonella Marrocchi, presidente di Policentrica, e da Graziella Cucchiarelli, in una conferenza stampa definita ieri dal presidente dell’Urban center Maurizio Sbaffo una “mossa scorretta”, che ha scavalcato l’assemblea.

Provocazione preventiva glissata però da Policentrica, in quanto ha sottolineato Marrocchi, “non abbiamo alcuna intenzione di chiedere le dimissioni del presidente eletto”, rivendicando però per Policentrica di essere “l’associazione che più di tutte ha contribuito alla nascita dell’Urban center, e che ora è vista da alcune associazioni con diffidenza, come il nemico da combattere”.

L’Urban center lo ricordiamo, nato ad ottobre 2015 e presentato come luogo aperto e partecipato per dar voce alla società civile nelle scelte sul processo di ricostruzione post-sisma, è già nella paralisi. Il conflitto latente dopo l’elezione di Sbaffo, contro il candidato di policentrica, la stessa Marrocchi, è esploso il 2 dicembre in occasione della nomina dei 7 componenti del comitato scientifico, tra le associazioni che fanno riferimento Sbaffo, e un’altra anima dell’assemblea, in particolare quella riconducibile a Policentrica, all’Ordine degli architetti e all’Istituto nazionale di urbanistica, che hanno ritirato le loro tre candidature dalla composizione del comitato scientifico, tra cui quella di Marrocchi. Da quel momento in poi è stata la paralisi.

Ora però Policentrica annuncia di voler rimuovere alla radice uno dei possibili motivi di scontro.

“La cosa importante – spiega Cucchiarelli – è che l’Urban center entri subito in funzione. Ci sono associazioni disgustate da questa situazione, rischiamo defezioni. Dunque l’assemblea elegga subito il comitato scientifico, senza cui l’Urban center non può funzionare, visto che deve approvare il regolamento”.

E Cucchiarelli sottolinea  che “visto che il nostro ruolo è sentito come divisivo, visto che c’è chi ci considera come il nemico da combattere, rinunciamo al posto che ci spetta nel comitato”.

Ostilità e invidia però immotivata e ingiusta, sottolineano sia Marrocchi che Cucchiarelli, perché “sin dal marzo 2011, Policentrica ha lavorato alla nascita dell’Urban center a L’Aquila, studiando il modello di Torino, presentando in Comune un progetto e un regolamento partecipativo, a seguito del protocollo d’Intesa che l’amministrazione aveva sottoscritto con l’Inu alla fine di novembre del 2011”.

“Basta contrapposizioni becere, vecchie e provinciali – rincara la dose e conclude Cucchiarelli – anche se ci sentiamo defraudati, ora l’Urban center deve cominciare a lavorare”.