L’AQUILA, 1° GIUGNO – Non c’è bisogno neanche di ingegnarsi a trovare un titolo in punta di penna, per giudicare la seduta di oggi del Consiglio regionale. A definire in modo eloquente il lavoro dell’amministrazione sono sufficienti le parole del presidente dell’assemblea, Nazario Pagano. “Uno spettacolo triste per gli abruzzesi”, ha tuonato irato dopo il question time. Letteralmente il “momento delle domande”, dove per domande si intendono le interrogazioni cui rispondere, liquidato in pochi minuti perché erano assenti quasi tutti i componenti interessati della Giunta: per le interrogazioni c’è stato davvero solo un “momento”, visto che su dieci una sola ha avuto risposta.

Uno spettacolo triste. Messo in scena da attori che per la “rappresentazione” ricevono, è bene ricordarlo, un gettone di presenza di circa 200 euro ciascuno. E se da un lato la maggioranza, che con 27 consiglieri potrebbe governare praticamente da sola, è in balia della corrente, anzi, delle correnti, e non riesce a portare avanti uno straccio di programma, dall’altro l’opposizione non fa miglior figura con gli emendamenti presentati solo per fare ostruzione, manco fosse una partita di calcio: un tecnicismo per mettere in difficoltà lo schieramento avverso, certo, ma a vederlo da fuori anche l’espediente che ha portato l’ennesimo Consiglio regionale a concludersi in caciara, senza lo straccio di un provvedimento interessante. A pagare, tanto, ci pensa l’abusato Pantalone.

L’appuntamento è tra quindici giorni, salvo sedute straordinarie. Tutti in platea, lo spettacolo ricomincia. (alb.or.)