TERAMO – L’Università di Teramo ospita Umberto Eco, per il 42° Congresso dell’Associazione italiana studi semiotici (Aiss), tra applausi e discussioni.

L’evento aveva le parole di Apocalittici e integrati, romanzo proprio di Umberto Eco, il celebre scrittore e saggista italiano che, tra ironia e formalità, ha intrapreso una discussione moderna sui media.

“Credevo che i social network avrebbero creato una nuova modalità di comunicazione e aumentato i contatti tra le persone – ha ricordato il professore – Oggi posso invece dire che creano scontatti, si parla con fantasmi, tutti insieme creano un rumore di fondo, un brusio, un cicaleccio da Bar Sport a dimensione globale”.

L’evento con Eco è stato il clou della tre giorni di riunione dell’Aiss presso l’Università di Teramo: da venerdì 24 a domenica 26 si è, infatti, ritrovata in terra abruzzese per discutere con esperti “Tra natura e storia. Naturalismi e costruzioni del reale”.

È nell’ambito della tavola rotonda dal titolo “Apocalittici e integrati: una rilettura contemporaneamente”, che si è dipanato l’intervento di Umberto Eco, studioso di semiotica oltre che scrittore e saggista.

Una ripresa straordinaria del libro dell’autore, attorno al quale i comunicatori seduti al tavolo hanno rilasciato considerazione e originali esempi.

La discussione sui media è stata intrattenuta da tutti i componenti della conferenza, “Da una parte i media hanno risucchiato la proprio critica e da un lato ci sono molti altri che non ci stanno a sentire”, ha esordito nella discussione il prof. Marroni.

“Ritengo che questo libro sia una miniera a cielo aperto”, ha affermato il prof. Fabbri. Eco ha annuito e sorriso degli apprezzamenti: una voce profonda, un innato senso dell’humour, come di chi ha conosciuto molto e ne alleggerisce il grave peso.

La “presa di parola” è stata l’argomentazione che Eco ha scelto per terminare il convegno. “Ci troviamo in un momento in cui la presa di parola si riduce a un brusio generale”, ha concluso.