L’AQUILA – Non è ancora al sicuro la proroga-bis dei rettori in scadenza che hanno già usufruito di un anno in più di mandato a causa dell’interpretazione di un codicillo della riforma Gelmini, che riguarda da vicino il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio.

Nonostante la spending review che contiene la doppia proroga sia legge, infatti, a settembre ci sarà un nuovo tentativo di disinnescare l’interpretazione autentica voluta dal ministro dell’Università Francesco Profumo.

Lo apprende AbruzzoWeb da ambienti politici romani, da cui emerge il dato che su questa vicenda non si è scatenata bagarre in aula al momento dell’approvazione del decreto della revisione della spesa perché l’intenzione è quella di serrare le fila e riprovarci dopo la pausa estiva.

Senza che nessun politico alzasse un fiato per protestare, sono stati infatti giubilati alla Camera dei deputati due ordini del giorno presentati dall’Unione di centro e dal Popolo delle libertà per mettere i bastoni tra le ruote al provvedimento.

Da quanto appreso da questo giornale, attraverso un accordo politico si punterà a emendare questo aspetto in autunno, quando si dovrà votare la fase 2 della spending review, con un altro provvedimento.

E se passerà, in molti atenei si potrebbe andare al voto in tardo autunno o in inverno.

A causare l’equivoco della proroga-bis è stato il passaggio della riforma Gelmini in cui si spiega che il rettore gode di un anno in più di mandato per arrivare all’adozione del nuovo statuto d’ateneo.

Mentre venivano compiuti i passaggi formali per l’adozione, in molte università l’anno accademico è finito e ne è cominciato un altro, e avvalorando la tesi della proroga che scatta dal momento dell’adozione “definitiva” del provvedimento, al primo anno di permanenza in carica dei rettori se n’è aggiunto un secondo.

Contro questa prassi si è scatenata in tutta Italia una protesta trasversale con la nascita di un comitato che si è rivolto perfino al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Numerose anche le interrogazioni parlamentari.

Il ministro Profumo, dapprima dubbioso, si è poi sbilanciato definitivamente sul sì doppia proroga, ottenendo che fosse esplicitamente inserita nella spending review, mentre il suo predecessore, Maria Stella Gelmini, ha detto no.

Il caso riguarda da vicino l’Abruzzo, che aveva due rettori in scadenza prorogati per adottare i nuovi statuti: dopo il primo anno Franco Cuccurullo (Chieti-Pescara) ha deciso di rinunciare al secondo, mentre Di Orio è rimasto in sella, tra le ire del decano Aniello Russo Spena, che aveva già convocato le elezioni.

Sulla data del voto nel capoluogo è in corso un’aspra battaglia legale: il Tar ha sospeso in via cautelare il decreto di indizione delle votazioni, Russo Spena si è opposto ma il Consiglio di Stato ha bocciato il suo ricorso.

Adesso si attende la discussione nel merito dei giudici amministrativi.