L’AQUILA – Prima riunione questa mattina per i “saggi” che dovranno riformare lo statuto dell’Ateneo aquilano, come previsto dalla legge Gelmini.

I rappresentanti, guidati dal rettore Ferdinando di Orio, hanno discusso del metodo di approccio alla riforma dello statuto e in particolare delle possibili variazioni rispetto a quello precedente.

Presto sarà possibile vedere tutte le modifiche apportate allo statuto, via via che la commissione licenzierà una parte di lavoro, sul sito web dell’Università, www.univaq.it, dove è stato creato uno spazio apposito nel quale tutti potranno intervenire.

“La legge di riforma è molto rigida e stabilisce quali parti devono essere riguardate e come – spiega ad AbruzzoWeb il rettore – Dobbiamo capire la filosofia complessiva che regola questa modifiche: vogliamo mantenere la nostra autonomia e faremo di tutto per avere alla fine uno statuto indipendente, pur dovendo muoverci dentro paletti ben definiti”.

“Siamo partiti dallo studio del nostro statuto, cominciando dai primi articoli, che rappresentano princìpi e fondamenti dell’Università, per poi andare avanti, attualizzandone le parti che devono essere modificate”.

Secondo il rettore, “c’è un clima molto costruttivo e stiamo lavorando intensamente alle riforme. Intanto abbiamo discusso i criteri metodologici. Presto produrremo anche un documento di carattere programmatico. Ogni volta che raggiungeremo un obiettivo, questo verrà verificato all’interno degli organi accademici”.

I SAGGI

Oltre al rettore, alla prima riunione c’erano Fabrizio Marinelli (che fungerà da vice presidente), Michele Nardone, Michele Ferrara, Alessandro Vaccarelli, Rosaria Bucci, Renato Morganti, Massimo Casacchia, Norberto Gavioli, Walter D’Ambrogio, Simone Gozzano, Luca D’Innocenzo, Vincenzo Flati e per gli studenti Mauro Serafini e Tino Colacillo.