L’AQUILA – È sempre più difficile la situazione per gli studenti dell’Università dell’Aquila. La denuncia arriva dal rettore dell’Ateneo Ferdinando di Orio, che all’indomani di quella della cerimonia alla scuola della Guardia di Finanza a cui ha preso parte il premier, Silvio Berlusconi, definita “l’auto celebrazione del miracolo della ricostruzione della nostra città”, ha diffuso una lettera ricevuta da uno studente che, per problemi legati alla mobilità, ha deciso di cambiare Università.

QUESTO IL MESSAGGIO DIFFUSO DA DI ORIO

“Cari colleghi, a proposito delle giornata di ieri nella quale le Istituzioni, nazionali e locali,  si sono autocelebrate per il ” miracolo” della ricostruzione della nostra Città, vi trasmetto l’ultima delle centinaia di comunicazioni che mi giungono dai nostri studenti. Credo che ogni commento sia inutile”.

IL TESTO DELLA LETTERA

Magnifico Rettore di Iorio,
 
sono Andrea D’Andrea uno studente della facoltà d’ingegneria degli studi dell’Aquila.
 
Ho deciso di continuare i miei studi a L’Aquila, anche se non ho ancora la forza ed il coraggio per tornare a vivere Lì, dove amici e conoscenti sono scomparsi, grazie alle linee dedicate in partenza da Montesilvano che mi davano la possibilità di riuscire a reggere i ritmi del pendolare.
Ad oggi mi rendo conto di aver commesso un grave errore, gli studenti che dovrebbero essere considerati il fulcro dell’Università e della Città sono diventati oramai soltanto un numero.
 
I corsi sono iniziati da 5 settimane e solo grazie ad estenuanti viaggi in autobus non diretti o con la mia auto, con ritmi oramai insostenibili, ho raggiunto la mia facoltà.
 
Le comunico che non riesco più ad esercitare il mio diritto allo studio, non sono più in grado di riuscire a frequentare le lezioni. Mi sento orami costretto ad immatricolarmi in un altro ateneo, anche se la voglia di restare è tanta.
 
So che Lei sta facendo il possibile, e che questi problemi sono causati da enti maggiori, le ho inviato questa mail in quanto è il massimo esponente e rappresentante degli studenti.